Il Tirreno

E Cattelan imperversa fra Milano e Carrara

E Cattelan imperversa fra Milano e Carrara

La Moratti non vuole la grande mano mozzata con il dito medio alzato (tutto in marmo)

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 CARRARA. Cattelan, ancora Cattelan, sempre Cattelan. L'artista veneto imperversa sulle pagine dei giornali nazionali, sia Repubblica che Corriere della Sera dedicano spazio alla nuova polemica che investe Maurizio Cattelan, ovvero il no di Letizia Moratti alla statua (che sarà realizzata agli studi Michelangelo di Franco Barattini) che rappresenta una grande mano con tutti le dita mozzate tranne il medio. Il progetto completo prevede che questa enorme mano con il dito medio alzato (dal titolo manzoniano "Omnia munda mundis") sia esposta davanti al palazzo della Borsa. Il sindaco Moratti ha fatto capire esplicitamente di essere contraria, mentre ieri sui maggiori quotidiani l'assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory ha ribattuto che o la mostra si farà o lui si dimetterà.  Questioni milanesi, sicuramente, ma che finiscono per avere ripercussioni anche nei confronti di Carrara: non solo perché la statua di marmo sarà realizzata qui, ma anche perché, da giorni, la polemica milanese viene accostata, con ampio rilievo, al caso nazionale della statua di Craxi che avrebbe dovuto sostituire Mazzini. L'interrogativo adesso è: dove finirà Craxi (sempre che la scultura sia davvero in fase di realizzazione?). A giudicare dall'intervista rilasciata all'Espresso dallo stesso Cattelan, si direbbe che in effetti il Craxi c'è. Resta da decidere dove collocarlo: il Corriere della Sera rilancia con grande evidenza la prima ipotesi anticipata dal Tirreno, e cioé che potrebbe andare al cimitero. Ieri Cattelan è partito per New York (dove ha una casa), fra l'altro il Guggenheim il prossimo anno gli dedicherà una grande retrospettiva, bisognerà ancora aspettare prima di vedere svelato il mistero della location del Craxi. Ma anche l'altro big della Biennale, Paul McCarthy ha una grande visibilità. Il domenicale del Sole 24 Ore gli ha dedicato il pezzo principale del paginone centrale, con un titolo illuminante: "L'isola dei famosi porci", con riferimento alla sua Pig Island. Il dilemma, in questo caso, è capire dove andrà la maxi-cacca in travertino. La Cassa di Carrara ha detto di non volerla vicino, ma resta l'ipotesi piazza D'Armi.  Intanto, da oggi l'artista polacco Artur Zmijewski inizierà la sua performance-installazione: ritrarre 24 ore su 24 quattro lavoratori del marmo. Anche Giorgio Andreotta Calò ha completato il suo lavoro: ha strappato dalla cava della Coop Canalgrande, con i vecchi sistemi dei cunei di legno, una grossa scheggia di marmo. In questo caso, un monumento al lavoro.

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di Redazione web