Il Tirreno

La pallottola, uscita dall’auto, ha infranto il vetro di un alimentari, ad altezza d’uomo. All’ospedale la titolare

Il proiettile entra in un negozio: poteva uccidere

Il foro del proiettile nella vetrina del negozio e gli agenti della Scientifica al lavoro
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Il foro del proiettile nella vetrina del negozio e gli agenti della Scientifica al lavoro

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 MASSA. Trema come una foglia Renato Bertoneri: ha visto la morte davanti agli occhi. E quando ha realizzato quanto è accaduto, la paura lo ha sconvolto. È un sabato mattina finalmente baciato dal sole e insieme alla moglie Francesca ha aperto da poco il negozio di alimentari, al piano terra del condominio di via Stradella. Improvvisamente un rumore forte. Renato è dietro il bancone, poco distante dalla porta che conduce al magazzino. La moglie è vicina all'ingresso, sul retro. Si guardano intorno, convinti che qualcosa sia caduto da una delle tante mensole. Il rumore è quello di vetri che si infrangono. Renato ha l'impressione che qualcosa sia successo, ma all'esterno del negozio, va a dare un'occhiata. E varcata la soglia, non ha più alcun dubbio. È allora che realizza che un proiettile ha infranto la vetrina ed è entrato all'interno del suo negozio. A pochi metri da lui, mentre si preparava ad una giornata di lavoro, si è consumata la tragedia. Nella macchina c'è un giovane senza vita. Quando la moglie Francesca scopre che la pallottola è lì, sopra una mensola, quando vede il foro nella vetrina, si sente male. Perché capisce che quella tranquilla giornata, una come tante altre, avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia anche per lei e il marito. La pistola puntata contro la tempia destra, un colpo e la pallottola prosegue la sua corsa. Una linea retta di qualche metro che collega la disperazione di Alessio all'alimentari. Poteva davvero accadere il peggio in quella bottega di quartiere. Perché il foro nella vetrina è ad altezza d'uomo. Qualche metro in più e avrebbe potuto ferire Renato, in piedi dietro il bancone. La moglie non ce la fa a rimanere al lavoro e viene trasferita, in stato di choc, al Pronto soccorso. In un primo momento gli inquirenti hanno ipotizzato che i colpi sparati fossero due e che uno avesse appunto colpito il negozio. Invece è il proiettile che ha ucciso Alessio ad aver raggiunto la l'alimentari. Nella bottega cominciano i rilievi della scientifica per ricostruire l'accaduto. Renato si fa coraggio, risponde alle domande della polizia, racconta quanto accaduto e continua, con coraggio a fare il suo lavoro. «Perché la vera tragedia è quella di quel povero ragazzo». C.S.

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