Il Tirreno

Dopo l’esclusione dal consiglio comunale per soli 7 voti

Ricorso al Tar di Rifondazione chiesto controllo bis delle schede

Il consiglio comunale di Sarzana
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Il consiglio comunale di Sarzana

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 SARZANA. E ora sulle elezioni sarzanesi pende il ricorso di Rifondazione Comunista.  La storia è questa: Rifondazione Comunista alle ultime elezioni del marzo scorso inaspettatamente è rimasta fuori dal consiglio comunale (ricordiamo che nella precedente legislatura aveva anche un assessore) ma «l'esame dei verbali delle 25 sezioni elettorali del Comune - si legge nel ricorso - ha evidenziato numerose irregolarità ed omissioni che, unicamente al risicato numero di voti mancanti per l'elezione di un rappresentante della Federazione della Sinistra, impongono un ricontrollo delle schede votate...».  Insomma, Rifondazione essendo stata esclusa dall'assise comunale per soli 7 voti, e viste le numerose "irregolarità" (da appurare ovviamente), che a detta sua ci sono state, vuole riprendersi quel posto che le spetta (sempre secondo i proponenti il ricorso).  In pratica nel ricorso al Tar sono coinvolte 14 su 25 sezioni che «hanno omesso qualsiasi attribuzione del voto a liste nelle schede contenenti voti nulli. Ciò rende impossibile verificare se nelle sezioni succitate sono stati annullati voti alla Federazione della sinistra e effettuare alcun controllo sulla regolarità di detti annullamenti».  E siccome erano solo 7 i voti che mancavano alla lista, ecco che quei pochi voti potrebbero rientrare e permettere a Rifondazione Comunista di ritornare in consiglio comunale a Sarzana.  A rimanere sulla graticola sono 6 consiglieri comunali e saranno quindi loro (e non il Comune di Sarzana) a doversi "difendere" nell'udienza fissata dal Tribunale amministrativo di Genova, al 1ºluglio.  Massimo Bettati (Pd), Vito Cani (Sinistra e Libertà), Giancarlo Rosignoli (Udc), Massimo Forcieri (Idv), Stefano Torri (Pdl) e Roberto Galli (Lega), a cui è stato notificato il provvedimento, devono presentare, entro quindici giorni, una memoria difensiva con le controdeduzioni alle accuse di Rifondazione, rivolte, lo ricordiamo, non ai singoli consiglieri comunali, quanto al modo col quale sono stati eletti.  Poi entriamo nel campo dei "se": se dovessere essere accolto il ricorso, uno di questi 6 consiglieri dovrebbe lasciare il suo posto al "collega" di Rifondazione. Se ciò accadesse, l'indiziato numero uno a lasciare il consiglio sarebbe Massimo Bettati, nominato capogruppo del Pd, ma in consiglio solo dopo le dimissioni di Rosanna Pittiglio, nominata assessore.  Con i resti, infatti, il Pd aveva ottenuto l'ultimo seggio (Mario Romeo, che aveva ottenuto quattro voti in più di Bettati) grazie a un coefficiente elettorale superiore (ma davvero di poco) a quello di Rifondazione (505,36 contro 499). R.L.

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