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Il club Progetto Aulla: ad Aulla cè il rischio di vanificare lintegrazione degli immigrati regolari
«No al protezionismo a favore dei clandestini»
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AULLA. Sul grave episodio di martedi scorso, in città, interviene il Club della Libertà "Progetto Aulla" che sostiene che «la clandestinità vanifica i tentativi di integrazione di quella parte della società produttiva rappresentata dagli stranieri regolari». Secondo il Club che fa capo al Pdl, «il triste fatto di cronaca che è successo ad Aulla conferma che il problema immigrazione clandestina e la conseguente difficoltà di integrazione degli stranieri è ormai realtà anche in Lunigiana. Fare finta di nulla o sottovalutare la portata del disagio sociale che ne consegue, apre scenari devastanti circa la percezione che i cittadini potranno avere in termini di sicurezza e qualità della vita». Per il presidente del Club e vice coordinatore comunale del Pdl Maurizio Torri «la politica della sinistra in Toscana tende a favorire attraverso leggi regionali mirate (come quella dell'assistenza sanitaria ai clandestini contro cui il Pdl sta raccogliendo firme) una sorta di "protezionismo" nei confronti di tutti quegli stranieri che si aggirano sul nostro territorio pur senza avere un lavoro né una fissa e dignitosa dimora, a discapito di chi invece si è integrato o tenta di farlo nel rispetto delle nostre leggi. Nella scorsa campagna elettorale, e ancor prima nella mia veste di delegato alla sicurezza del comune di Aulla - prosegue Torri - ho fatto presente che il problema dei clandestini si sarebbe presentato con forza anche nella nostra città. Ma la maggioranza degli elettori e il sindaco Roberto Simoncini hanno preferito guardare da altre parti finché una disgrazia non li ha costretti ad ammettere che fino ad ora non si è fatto quasi nulla in tale direzione, anzi qualcuno si è pure permesso di giudicare razzista e eccessivamente allarmistica la mia previsione». «La clandestinità - conclude il Club nella sua nota - vanifica i tentativi di integrazione di quella parte della società produttiva rappresentata dagli stranieri regolari, e quindi bisogna muoversi nella direzione del rispetto delle leggi, premiando chi le rispetta e cerca di integrarsi e condannando chi delinque con l'aggravante di proteggersi dietro a presunti soprusi razzisti. Quello che è avvenuto ad Aulla non ha a che fare con il razzismo, è stato un regolamento di conti cruento per motivi personali». M.L.
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