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Bocelli socio vip, il Club Nautico investe e aumenta i posti barca

Emilio Cucurnia sul nuovo pontile del Club Nautico e sotto: uno dei pontili galleggianti
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Emilio Cucurnia sul nuovo pontile del Club Nautico e sotto: uno dei pontili galleggianti

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MARINA DI CARRARA. C'è anche il cantante Andrea Bocelli, dallo scorso anno con il suo motoscafo, fra i soci del Club Nautico. E l'attore Massimo Boldi avrebbe voluto ormeggiare a Marina il suo 25 metri: impossibile, troppo lungo rispetto alle dimensioni consentite dagli spazi fra i pontili concessi alla nautica nel porto commerciale.

Così raccontano i vertici del Club, dove stamani si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del nuovo parco ormeggi: un investimento da un milione e 800 mila euro. L'investimento è coperto per il 60% dagli anticipi dei soci sulle quote-barca per 8 anni.Il Club Nautico, nato nel 1953, ha lo stesso presidente da trent'anni: Emilio Cucurnia, 75 anni, un nome, una garanzia. Vice presidente è Fabrizio Gemignani, 48 anni. Entrambi spiegano perché il Club attira personaggi mondiali come Bocelli («che aveva ormeggiato temporaneamente il suo gommone, poi il posto gli è piaciuto, d'estate ci porta il motoscafo ed è diventato socio»): oltre ai servizi di qualità, una storia di campioni della vela (come i fratelli Chieffi).

Inoltre, l'investimeno per i pontili galleggianti mobili, che sostituiscono per motivi di sicurezza portuale quelli vecchi fissi, guarda anche alla valorizzazione delle attività turistiche della zona, che è uno degli obiettivi contemplati dallo statuto del Club. Il nuovo parco ormeggi. «La superficie complessiva dei nuovi pontili è leggermente inferiore alla precedente, ma le barche sono disposte più razionalmente - spiega Cucurnia - e abbiamo potuto inserire una parte di soci dei 120 in lista di attesa (alcuni anche da oltre 5 anni) per cui i posti barca sono saliti da 199 a 250». Ma i nuovi pontili sono già a rischio-tagli. Incombe però sul maxi investimento (tutto a carico del Club Nautico) il progetto del travel-lift in porto, per la cantieristica da diporto. «Come dire no a questo impianto, se necessario alla nautica? Come dire no al porto turistico?», commenta Cucurnia, «Ma il travel-lift ci ridurrà gli spazi degli ormeggi e della scuola di vela.

Il primo pontile nuovo verrebbe eliminato con una perdita di 20 posti barca: in alternativa abbiamo chiesto di poterne collocare altrettanti a fronte mare, conservando lo scivolo per le vele. Noi siamo disponibili agli incontri con il sindaco e con la Port Authority, ma non vorremmo perdere i nostri spazi.. Ma proprio ora che facciamo questo grande investimento doveva venir fuori il travel-lift per risolvere alla nautica un problema che esiste da anni? Non c'era un altro posto fuori dal porto? Comunque attendiamo il progetto definitivo. In quanto al porto turistico, siamo d'accordo, ma come ci troveremo con il privato che lo gestirà?».

Le preoccupazioni sul trasloco sono di ordine economico. Il bilancio da reinvestire nello sport. Oggi il Club Nautico ha 700 soci, circa un terzo con il posto barca, mentre gli altri sono definiti "i soci dell'aperitivo" perché sostengono il club ma non vanno per mare. Ogni anno le entrate sono principalmente di due tipi: le iscrizioni alle scuole di vela, tennis, nuoto e pallanuoto (non professionisti), che ammontano mediamente a 60.000 euro ma possono oscillare; e i versamenti dei soci: la quota associativa è di 110 euro l'anno, così si arriva a 700 mila euro circa. Inoltre i 250 posti-barca (con quote variabili a seconda della lunghezza delle barche) portano ricavi che coprono i costi del canone demaniale, della sede e del personale (8 addetti fissi). Le spese sono sui 110 mila euro, dice Cucurnia, e gli utili vengono redistribuiti per le attività sportive a favore dei giovani.

«Che sono molto interessati - aggiunge Cucurnia - ai vari corsi. Ogni anno istruiamo dai 300 ai 400 ragazzini: una ottantina per la vela, un centinaio per il tennis, e gli altri nelle discipline del nuoto e della pallanuoto». Lo sviluppo turistico. Inoltre, con i nuovi pontili, si prevedono risorse aggiuntiveper il Club, derivanti dal risparmio sulla costosa manutenzione di quelli vecchi che sono stati demoliti. Un aiuto allo sviluppo del turismo locale, il Club Nautico, ritiene di darlo proprio attraverso i soci, il 40 per cento dei quali viene da altre regioni d'Italia. La maggior parte delle imbarcazioni ormeggiate sono al di sotto dei 10 metri di lunghezza, ma sono potenzialmente fonte di indotto (riparazioni, controlli, guardianaggi, attivati autonomamente dai singoli soci). «Siamo una marineria particolare - spiegano Cucurnia e Gemignani - perché il primo giorno di ormeggio è gratis; le nostre quote-barca sono la metà di quelle praticate nel resto d'Italia e sono rimaste invariate nonostante l'investimento per i nuovi pontili».

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