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Molestie a scuola «L'educatore accusato sia sospeso dal lavoro»
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In alto, il tribunale di Massa Sopra, lalberghiero Il pubblico ministero chiede che venga allontanato dal convitto, ma i giudici si riservano di decidere
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MASSA. «Via da scuola quell'educatore sotto accusa». È la richiesta del pubblico ministero, che chiede la sospensione dal lavoro dell'educatore accusato di molestie da due alunne dell'istituto alberghiero, ospitate nel convitto. La richiesta è stata avanzata mercoledì scorso in tribunale, durante la seconda udienza del processo. In cui le due ragazzine hanno raccontato la loro versione. L'uomo, infatti, continua a lavorare all'alberghiero. Una delle due ragazze ha abbandonato la scuola scegliendo di trasferirsi in altro istituto, la compagna, invece, è rimasta a Marina di Massa. Il pubblico ministero Federico Manotti aveva già chiesto la sospensione dal lavoro al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Laghezza. E la richiesta era stata respinta. «La richiesta del pm - ricostruisce l'avvocato della difesa Pierpaolo Rustighi - è stata avanzata dopo la chiusura delle indagini preliminari, il mio assistito aveva già rilasciato le sue dichiarazioni e il gip ha detto "no"». Il Pm ha avanzato ora la richiesta in sede processuale: per Federico Manotti le ragazze hanno confermato le molestie davanti ai giudici nel corso dell'udienza di mercoledì. La prova per l'accusa è cristallizzata e questo ha fatto decidere al pm di chiedere nuovamente la sospensione dal lavoro come misura cautelare. Il collegio composto dai giudici Maria Cristina Failla, Antonia Ararcri ed Ermanno De Mattia si è riservato di decidere. Una sospensione era stata chiesta, per via amministrativa, anche dai competenti uffici scolastici, ma quel provvedimento era stato respinto dal giudice del lavoro Augusto Lama. La difesa è chiaramente contraria alla sospensione, esprime qualche dubbio sul fatto che in dibattimento siano state confermate da tutte e due le ragazze le molestie. Non solo, il difensore sottolinea che «si tratta di un uomo con 40 anni di servizio, che non ha mai avuto problemi prima ed è ormai alla soglia della pensione». A decidere saranno i giudici e non è detto che per pronunciarsi attendano la prossima udienza del 30 giugno.
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