Il presidio
Entro domenica la soluzione
Senegalesi sfrattati, pochi giorni ancora
Barbara Monaco
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Scadrà domenica prossima il termine ultimo concesso dall'Amministrazione ai 7 senegalesi residenti alla Doganella, sul Viale XX Settembre. Il sindaco Angelo Zubbani ha incontrato ieri pomeriggio Momar Tall, in rappresentanza della comunità senegalese e Attilio Puntelli, per il Sunia, fissando un ulteriore incontro nei prossimi giorni. Secondo Puntelli si tratterebbe di una situazione anomala dal punto di vista legale, e la sua soluzione sarebbe, a questo punto, esclusivamente politica. Anomala in quanto la sistemazione dei cittadini stranieri nei locali dell'ex-mobilificio Lera risale al 1999, a seguito di uno sfratto subito da un'abitazione di via Capitan Fiorillo l'8 giugno dello stesso anno. L'Amministrazione a fronte della situazione di emergenza, decise con un'ordinanza, di collocare le persone nel fondo per un tempo determinato di 6 mesi, in attesa di un'altra sistemazione. Fatto sta che da allora sono già passati 11 anni e che, dal primo mese, gli inquilini provvedono a pagare l'affitto, prima all'Ater, poi all'Erp, al momento circa 500 euro mensili. «Che la sistemazione fosse temporanea - sostiene Puntelli - è fuor di dubbio. Ma altrettanto inconfutabile è che l'Amministrazione ben conosceva l'utilizzo di quei locali». Aggiunge ancora il rappresentante del Sunia: «A questo punto si potrebbe pazientare ancora: visto che per 11 anni la cosa sembrava andar bene a tutti e non si vede l'urgenza di allontanarli improvvisamente, concedendo un solo mese di tempo, e si potrebbe farli entrare invece nelle graduatorie per l'assegnazione di un alloggio popolare; oppure procedere con la sanatoria annunciata pochi giorni fa e che moltissimi cittadini attendono». La sanatoria permetterebbe a tutti coloro che attualmente risiedono senza titolo in abitazioni di edilizia popolare di regolarizzare la propria situazione. «Si tratta di persone che anni fa sono state frettolosamente, perché l'emergenza lo richiedeva, "appoggiate", in alloggi popolari - spiega Puntelli, - ma ciò fu consigliato dall'assessore o dal consigliere del momento, senza per questo ufficializzare l'occupazione. A questo punto - conclude - per tante famiglie vedersi sfrattare significherebbe trovarsi letteralmente in mezzo alla strada: attendo con fiducia l'incontro col sindaco, che spero decida di sanare situazioni ancora irregolari, oltre che offrire un'alternativa a quei sette cittadini senegalesi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google