Il Tirreno

Folla di amici all’obitorio di Spezia per l’ultimo saluto a Ethel Moscatelli, 18 anni, morta a Podenzana

«Ti amo, non vedo l'ora di vederti»

Corrado Benzio
«Ti amo, non vedo l'ora di vederti»

La storia d'amore spezzata durante una romantica gita in moto

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 LA SPEZIA. Non c'era più spazio per lo strazio e il dolore. Sia quello dei genitori ma anche quello dei tanti amici di Ethel e Graziano che ieri mattina si sono trovati davanti l'obitorio del Sant'Andrea di Spezia. Tantissimi la gente, enorme il senso della pietà e anche della incapacità di capire.  Quella morte rimane così assurda, innaturale. Ethel Moscatelli, 18 anni, lunedì pomeriggio si è schiantata in moto contro un'auto sulla strada provinciale che da Piano Battolla va a Ceparana, all'interno del territorio di Podenzana.  La giovane Ethel era nel posto del passeggero della moto da 125 cc guidata dal fidanzatino Graziano. Lui se la è cavata con poche contusioni (è già stato dimesso dall'ospedale di Spezia), per lei l'impatto sull'asfalto è stato fatale.  Tante lacrime, commozione, messaggi, fiori, foto per Ethel ed i suoi capelli biondi.  Ma anche una certa rabbia per la burocrazia che impediva ai genitori di vedere la sventurata ragazza senza il nulla osta del magistrato. Peraltro l'inchiesta è condotta dalla Procura di Massa perchè l'incidente è avvenuto, per questione di pochi metri in territorio di Massa Carrara.  Ed è stato il dottor Maurizio Ratti, massese, perito settore nominato dal Pm, ad autorizzare i genitori a vedere la ragazzina.  «Lo potevo fare - spiega Ratti - in qualità di delegato dal pubblico ministero dottoressa Alessandra Conforti. Ed è una decisione che era doveroso prendere perchè non si poteva immaginare che non potessero vedere la figlia».  Il medico legale ha poi condotto l'esame esterno del cadavere della giovanissima vittima.  «Abbiamo deciso d'accordo con la Procura - spiega Ratti - di non procedere con l'autopsia. Le cause del decesso della ragazza sono risultate evidenti: nell'impatto con l'asfalto ha avuto la frattura del rachide cervicale».  In parole povere nel colpo la studentessa si è rotta l'osso del collo. Una frattura devastante.  «La ragazzina indossava il casco - spiega ancora Ratti - ed infatti il viso era intatto, come il resto del colpo. Ma dopo la perdita di controllo della moto, lei è caduta pesantemente sull'asfalto e il colpo è stato letale. Inutili tutti i tentativi di rianimarla che sono stati praticati sul posto».  Stamani il corpo di Ethel sarà restituito alla famiglia e ai tanti amici e amiche. Già deciso il nullaosta del procuratore e già stabiliti i funerali che si svolgeranno domani alle 15,30 nella cappella dell'obitorio dell'ospedale.  Ci saranno tutti gli amici, a partire dai compagni dell'istituto professionale Chiodo, che entrambi frequentavano. Il loro amore, pochi mesi fa, era sbocciato a scuola.  Graziano, un marcantonio che aveva giocato anche a basket, era un grande appassionato di moto. Ma non era imprudente, i testimoni dell'incidente contro la Skoda confermano che la 125 quando ha imboccato il curvone non andava troppo forte.

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