MASSA
Fece uccidere il marito dall'amico condannata a quindici anni di carcere
Colpevole di avere fatto uccidere il marito dal suo amico migliore simulando un incidente di caccia
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La Corte d'Assise d'Appello di Genova ha confermato la condanna a 15 anni di reclusione, emessa dal tribunale di Massa il 15 gennaio 2009, a carico di Clara Maneschi, accusata di aver istigato Giordano Trenti, amico di famiglia, a uccidere suo marito, Maurizio Cioni. Il cadavere di Cioni era stato trovato nel bosco di Pallerone (Massa). Era sembrato un incidente di caccia: poi i carabinieri di Pontremoli avevano intuito la verità. Una settimana dopo, si era suicidato Trenti. L'indagine aveva appurato che fra la Maneschi e l'amico suicida c'era stata una relazione: lei lo teneva sulla corda, sfogandosi per le disattenzioni del Cioni, che a suo dire la picchiava. Lui, aveva pensato bene di liberarla dalla presenza del marito.
I legali della difesa avevano fatto ricorso, puntando all'assoluzione, o almeno alla derubricazione del reato, da concorso in omicidio a favoreggiamento. I giudici di Genova hanno confermato anche il risarcimento danni alle vittime, con una provvisionale di 400 mila euro per le parti civili. Clara Maneschi è apparsa impassibile. Lo è sempre stata, fin dalle prime battute della vicenda: anche quando aveva partecipato alle ricerche del marito, che sapeva già morto, nei boschi di Pallerone (Ms). In aula non ha parlato: nonostante si fosse diffusa la voce che avrebbe voluto pronunciare un discorso, rivolgendosi direttamente ai giudici. Ha aperto bocca solo per annunciare la revoca dell'incarico di uno dei suoi due legali, l'avvocato Andrea Corradino. Ha mantenuto solo l'avvocato Debora Cossu.
Soddisfatti della sentenza, i legali di parte civile. Gli avvocati della famiglia di Maurizio Cioni, Giuliana Feliciani e Valentina Antonini, spiegano: "Ci aspettavamo una conferma della sentenza. L'impianto delle indagini e dell'accusa era solido. La vicenda è stata ormai chiarita, ci sono responsabilità gravi dell'imputata. I familiari della vittima sono sollevati dal fatto che si sia voluto fare giustizia".
In aula, a Genova, non c'era la madre della vittima, Clara, che è anziana, e non si sente bene. C'erano però il fratello Moreno e le figlie Jessica e Pamela, che fin dal principio di questa brutta storia hanno mantenuto un atteggiamento composto e dignitoso. La famiglia di Cioni e quella di Trenti, erano unite da una antica amicizia: i figli delle due coppie sono cresciuti insieme. Clara Maneschi, impiegata in un'autoscuola, non appare più la donna bionda e vistosa di tre anni fa, annoiata, con più di un amante. Ha i capelli castani naturali, taglio corto, ed in carcere segue i corsi di cucito e religione.
I legali della difesa avevano fatto ricorso, puntando all'assoluzione, o almeno alla derubricazione del reato, da concorso in omicidio a favoreggiamento. I giudici di Genova hanno confermato anche il risarcimento danni alle vittime, con una provvisionale di 400 mila euro per le parti civili. Clara Maneschi è apparsa impassibile. Lo è sempre stata, fin dalle prime battute della vicenda: anche quando aveva partecipato alle ricerche del marito, che sapeva già morto, nei boschi di Pallerone (Ms). In aula non ha parlato: nonostante si fosse diffusa la voce che avrebbe voluto pronunciare un discorso, rivolgendosi direttamente ai giudici. Ha aperto bocca solo per annunciare la revoca dell'incarico di uno dei suoi due legali, l'avvocato Andrea Corradino. Ha mantenuto solo l'avvocato Debora Cossu.
Soddisfatti della sentenza, i legali di parte civile. Gli avvocati della famiglia di Maurizio Cioni, Giuliana Feliciani e Valentina Antonini, spiegano: "Ci aspettavamo una conferma della sentenza. L'impianto delle indagini e dell'accusa era solido. La vicenda è stata ormai chiarita, ci sono responsabilità gravi dell'imputata. I familiari della vittima sono sollevati dal fatto che si sia voluto fare giustizia".
In aula, a Genova, non c'era la madre della vittima, Clara, che è anziana, e non si sente bene. C'erano però il fratello Moreno e le figlie Jessica e Pamela, che fin dal principio di questa brutta storia hanno mantenuto un atteggiamento composto e dignitoso. La famiglia di Cioni e quella di Trenti, erano unite da una antica amicizia: i figli delle due coppie sono cresciuti insieme. Clara Maneschi, impiegata in un'autoscuola, non appare più la donna bionda e vistosa di tre anni fa, annoiata, con più di un amante. Ha i capelli castani naturali, taglio corto, ed in carcere segue i corsi di cucito e religione.
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