Il presidio
trentenne residente in città
Truffa due gioielleri nello stesso giorno
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Una volante della poliziaHa acquistato, nello stesso giorno, bracciali, anelli e collane: per un valore di 1600 euro. E ha pagato con assegni rubati. Così una giovane donna, residente in città (A.B. di 30 anni) ha truffato due noti gioiellieri del centro storico. Ma è stata individuata e denunciata. La donna non aveva perso tempo
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CARRARA. Ha acquistato, nello stesso giorno, bracciali, anelli e collane: per un valore di 1600 euro. E ha pagato con assegni rubati. Così una giovane donna, residente in città (A.B. di 30 anni) ha truffato due noti gioiellieri del centro storico. Ma è stata individuata e denunciata.
La donna non aveva perso tempo. Aveva, infatti, rivenduto i preziosi acquistati con gli assegni rubati, ad un altro commerciante della zona che acquista oro usato, riscuotendo una cifra molto inferiore al valore. Ma, liberandosi, allo stesso del bottino, in cambio di denaro contante.
La truffatrice, fermata dagli agenti dell'anticrimine del Commissariato di polizia, poche ore dopo avere bidonato i due gioiellieri, è stata denunciata a piede libero per truffa e ricettazione degli assegni bancari.
La giovane di buon mattino, si era recata in una gioielleria del centro dove conosce da tempo i proprietari.
Era sua intenzione acquistare un girocollo forse per sé o per regalare a una parente. Tra i vari preziosi ne aveva infine scelto uno a lei gradito e anche giusto di prezzo: 700 euro, cifra che ha pagato con un assegno.
Non contenta, la stessa mattinata, si è recata nel secondo negozi di gioielli e dopo animate trattative, ha acquistato un paio di orecchini, una fede per il fidanzato ed un collier, per un valore complessivo di 900 euro, pagando anche qui con un assegno bancario firmato dalla stessa.
Uscita dalla seconda gioielleria, si è recata nel negozio dove il titolare acquista oro usato. Ha ceduto tutti i preziosi per circa 600 euro.
Il giorno successivo quando i due gioiellieri si sono recati in banca per riscuotere gli assegni, si sono sentiti rispondere che i due titoli bancari erano stati rubati, insieme ad altri cinque, giorni fa nel nostro ospedale. Ed erano intestati ad una dipendente dell'Asl.
Ai commercianti di preziosi non restava che denunciare al Commissariato di polizia la donna che è stata anche identificata da una foto visto che era già nota alle forze dell'ordine.
I preziosi sono stati tutti sequestrati. Ora gli agenti dell'anticrimine del Commissariato, indagano per sapere se altri assegni che erano in possesso della trentenne. E, soprattutto, se e dove sono stati spesi.
M.M.
La donna non aveva perso tempo. Aveva, infatti, rivenduto i preziosi acquistati con gli assegni rubati, ad un altro commerciante della zona che acquista oro usato, riscuotendo una cifra molto inferiore al valore. Ma, liberandosi, allo stesso del bottino, in cambio di denaro contante.
La truffatrice, fermata dagli agenti dell'anticrimine del Commissariato di polizia, poche ore dopo avere bidonato i due gioiellieri, è stata denunciata a piede libero per truffa e ricettazione degli assegni bancari.
La giovane di buon mattino, si era recata in una gioielleria del centro dove conosce da tempo i proprietari.
Era sua intenzione acquistare un girocollo forse per sé o per regalare a una parente. Tra i vari preziosi ne aveva infine scelto uno a lei gradito e anche giusto di prezzo: 700 euro, cifra che ha pagato con un assegno.
Non contenta, la stessa mattinata, si è recata nel secondo negozi di gioielli e dopo animate trattative, ha acquistato un paio di orecchini, una fede per il fidanzato ed un collier, per un valore complessivo di 900 euro, pagando anche qui con un assegno bancario firmato dalla stessa.
Uscita dalla seconda gioielleria, si è recata nel negozio dove il titolare acquista oro usato. Ha ceduto tutti i preziosi per circa 600 euro.
Il giorno successivo quando i due gioiellieri si sono recati in banca per riscuotere gli assegni, si sono sentiti rispondere che i due titoli bancari erano stati rubati, insieme ad altri cinque, giorni fa nel nostro ospedale. Ed erano intestati ad una dipendente dell'Asl.
Ai commercianti di preziosi non restava che denunciare al Commissariato di polizia la donna che è stata anche identificata da una foto visto che era già nota alle forze dell'ordine.
I preziosi sono stati tutti sequestrati. Ora gli agenti dell'anticrimine del Commissariato, indagano per sapere se altri assegni che erano in possesso della trentenne. E, soprattutto, se e dove sono stati spesi.
M.M.
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