Il Tirreno

MASSA

Gli studenti inventano un ristoranteper salvare il loro Alberghiero

Chiara Sillicani
Nella foto d’archivio, allievi dell’Alberghiero di Massa al lavoro
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Nella foto d’archivio, allievi dell’Alberghiero di Massa al lavoro

Pasti raffinati a 25 euro nella sala da ricevimento dell'istituto: è stato un grande successo. Le prenotazioni piovono, tanto che in più di un'occasione l'istituto ha dovuto dire "no" alle richieste. Ristorante, elegante, ma alla portata di tutti: un boom. E senza aver speso un centesimo in pubblicità

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MASSA. Arrivi e ti accoglie un cameriere in livrea, allontana la sedia dal tavolo e con un cenno ti invita ad accomodarti. Davanti uno dei tratti più belli della costa apuana: il verde della pineta mediterranea e le scogliere su cui, ad ogni alito di vento, si infrangono le onde. Il pranzo inizia con l'antipasto e si conclude con il digestivo. Tovaglie bianche, varietà di posate e bicchieri, atmosfera raffinata.

Il tutto annaffiato da ottimo vino. Chiaramente locale. Quell'atmosfera chic, quel clima intimo e ricercato, la cura per il dettaglio ti fanno pensare che dal portafoglio dovrai sfilare parecchi bigliettoni. Ma quando un ragazzino ti porta il conto scopri che quelle creazioni di alta cucina, belle a vedersi, quasi una composizione, e così gustose da farti leccare i baffi, ti sono costate soltanto 25 euro a persona.

Perché quel ristorante in cui - non hai dubbi - tornerai sicuramente, è la grande sala da ricevimento dell'istituto alberghiero "G. Minuto". Fiore all'occhiello dell'istruzione apuana, la scuola deve fare i conti con parecchi problemi. L'idea di diventare chef, sommelier, metre, anche nell'era del turismo low cost e delle vacanze mordi e fuggi, conquista molti giovani. E da tutta la Toscana i futuri cuochi arrivano a Massa. Le iscrizioni sono tantissime, ma gli spazi ridotti. Per non parlare del portafoglio.
Dal 1972 la scuola conta anche su un convitto: i ragazzi della Lunigiana, della Lucchesia, del sud d'Italia vivono a Marina di Massa per nove mesi l'anno, ospitati in uno dei gioielli architettonici del litorale apuano, la colonia Parmense. Peccato però che quello stesso edificio sia anche sede della scuola. Laboratori, sale per il ricevimento, cucine, aule: tante necessità e poco spazio.
Tanto che recentemente è ventilata anche l'ipotesi di introdurre il numero chiuso per limitare le iscrizioni.
Ma i giovani alunni dell'alberghiero non si sono persi d'animo. Mancano i soldi? Ci pensiamo noi. E hanno organizzato un vero e proprio ristorante. Con la R maiuscola: in grado di accogliere cinquanta persone il giorno.

Per un mese. Dalla metà di gennaio alla metà di febbraio alcuni studenti delle classi terze si mettono alla prova nei più noti locali della riviera, circa la metà degli alunni, però, rimane a scuola. Impossibile pensare di andare avanti con il programma. Ecco allora la ricetta, è proprio il caso di dirlo: un ristorante elegante, piatti da chef e, fondamentale, un conto che non faccia alzare la pressione.
E il pranzo è servito. Le prenotazioni piovono, tanto che in più di un'occasione l'istituto ha dovuto dire "no" alle richieste. Ristorante, elegante, ma alla portata di tutti: un boom. E senza aver speso un centesimo in pubblicità.

«Abbiamo pensato - ammette il preside Paolo Battaglini - di promuovere l'iniziativa suoi giornali, ma ci siamo resi conto che non era necessario. È stato il passa parola la nostra forza». Mamme e papà, insegnanti, educatori del convitto, ragazzi, gente che vive a Marina: la notizia, come diceva De André, è passata di bocca in bocca. A scegliere l'istituto alberghiero per un pranzo davvero speciale sono stati uomini d'affari per chiacchierare di lavoro, famiglie e gruppi di amici. Si sono gustati specialità toscane, dai crostini in tutte le salse alle carni e hanno rimpinguato le casse dell'alberghiero. Adesso l'appuntamento è per il 15 gennaio 2011. Per mangiar bene, a prezzo contenuto.

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