Il presidio
Il volo dell'aliante a motore finisce in mare Il pilota si è salvato con uno spavento
Illeso il pilota. La scena ha attirato decine di curiosi sulla spiaggia. Solo l'abilità di chi guidava il piccolo velivolo ha evitato che ci potessero essere conseguenze per le numerose persone che in quel momento stavano passeggiando lungo la battigia.
MARINA. L’esperienza di un pilota con parecchie ore di volo e il suo sangue freddo. Il coraggio di un uomo che quando i motori del suo motoaliante si spengono, tenta il tutto per tutto. Un attimo di paura o di sconforto e poteva essere davvero una tragedia e l’aereo, finito in mare, ieri, poco dopo le cinque, non sarebbe certo stato un ’attrazione per i curiosi. Gianluca Raffaelli, quarantenne di Querceta, proprietario di un supermercato a Forte, non si fa sfuggire l’occasione di un volo nella bella giornata di ieri. Si gode la bellezza del panorama ad alta quota, a bordo del suo velivolo monoposto poi, verso le 5, decide di rientrare e si prepara per la manovra di atterraggio all’aeroporto di Cinquale, da cui è decollato. Tutto è andato per il meglio: nessun problema, nessuna avvisaglia, neanche durante la mattinata quando Raffaelli si dedica alla manutenzione del suo aereo. Il pilota comunica via radio che sta rientrando. Poi all’improvviso il silenzio, una cattiva notizia per un pilota, il segno inequivocabile che il motore non risponde, è bloccato. Gianluca Raffaelli non perde il controllo: informa l’Aeroclub del problema e non si fa prendere dal panico. Sta sorvolando il mare davanti al bagno la Bussola, poco lontano dall’aeroporto, la prima idea che gli balza in mente è quella di atterrare in spiaggia. Ma la bella giornata, quasi primaverile, ha convinto parecchie famiglie a godersi il sole in riva al mare. L’alternativa è l’ammaraggio. E il pilota tenta il tutto per tutto.
Il suo è un motoaliante ed ha un vantaggio rispetto agli altri aerei, riesce a planare, anche se per brevi tratti. Così Gianluca Raffaelli usa il mare come superficie di atterraggio. E ce la fa: l’ala sinistra del velivolo si rompe, ma lui è salvo e con lui tutti i massesi e i montignosini che stavano passeggiando in battigia. Loro, in realtà, non si sono accorti di nulla: il motoaliante, con il motore rotto, si muove senza far rumore. Quindi nessuno si è spaventato. I soccorsi arrivano in un battibaleno. Dall’aeroporto partono i vigili del fuoco, al bagno la Bussola ci sono già i curiosi: il titolare di uno stabilimento vede la scena. È lui il primo ad aiutare il pilota a scendere dall’aereo. Gianluca è infreddolito, ma sereno. Gli amici dell’Aeroclub, che arrivano sul posto, lo abbracciano e hanno la conferma di quanto hanno sempre pensato: Raffaelli è un pilota con la P maiuscola, esperto e coraggioso. In spiaggia, per verificare di persona che tutto vada per il meglio, arriva anche il prefetto Giuseppe Merendino e con lui il capitano e il colonnello dei Carabinieri. I vigili del fuoco tirano in spiaggia il velivolo e si assicurano che non ci siano rischi di incendio. Lieto fine, dunque. Forse sarebbe stata tutta un’altra storia in estate, con grandi e piccini in acqua. Fortunatamente è ancora febbraio.
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