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Via Marchetti allagata: un disastro annunciato che dura da sette anni
Claudio Figaia
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In alto: via Marchetti sott’acqua e invasa dalle polveriC'era una volta, e c'è ancora, una strada molto utilizzata dai camionisti e da chi si muove per lavoro, in quanto una delle poche che collega l'Aurelia alla zona industriale. Ebbene, questa strada è da tempo ormai quasi immemorabile, una strada a pezzi: chiusa ad ogni acquazzone o pioggerella, riaperta dopo mesi, ri-chiusa dopo qualche settimana. Sempre con l'asfalto distrutto, sempre più polverosa e sede di mini discariche abusive.
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MASSA CARRARA. C'era una volta, e c'è ancora, una strada molto utilizzata dai camionisti e da chi si muove per lavoro, in quanto una delle poche che collega l'Aurelia alla zona industriale. Ebbene, questa strada è da tempo ormai quasi immemorabile, una strada a pezzi: chiusa ad ogni acquazzone o pioggerella, riaperta dopo mesi, ri-chiusa dopo qualche settimana. Sempre con l'asfalto distrutto, sempre più polverosa e sede di mini discariche abusive.
In questi ultimi mesi, ad esempio, è - ancora una volta - interrotta: transenne con il cartello di divieto di accesso campegiano ai due imbocchi di essa. Solo che le transenne vengono regolarmente messe a lato della strada e in pochi rispettano il divieto. Preferiscono sfidare il rischio di una multa e affrontare quelle poche centinaia di metri da campionato di rally, mettendo a dura prova gomme e sospensioni, pur di raggiungere più velocemente la mèta.
La strada in questione è, ovvio, via Marchetti - sì quella raccontata da "Silvanon" nel video-intervista che ha spopolato su YouTube - al confine tra Carrara e Massa (ma nel comune di Carrara), di proprietà della Provincia. Un monumento all'inefficienza e ai ritardi delle politiche di "viabilità".
Risale al 2003 (sette anni fa) l'intervento delle Ferrovie per allargare il ponte su cui corrono le rotaie. Un intervento risolutivo, speravano un po' tutti. Non è stato così. I lavori sono proseguiti a rilento e via Marchetti ha riaperto soltanto nel luglio del 2006, tra mille proteste di camionisti, commercianti e delle loro associazioni di categoria. Dopo, dopo la riapertura, cioè, è stato peggio. Il mese dopo l'inaugurazione del nuovo sottopasso, nell'agosto 2006, la strada venne di nuovo chiusa. Da allora, un ripetersi di interruzioni, riaperture, cantieri per mettere toppe alle mille magagne di questo sottopassaggio evidentemente costruito non proprio a regola d'arte che si riempie d'acqua a ogni pioggia.
«Ci domandiamo se sia stato valutato attentamente il rischio che l'abbassamento della carreggiata possa provocare un problema serio, essendo la zona colpita da frequenti allagamenti», scrivevano nel settembre 2004 gli allora consiglieri provinciali di Fi Michela Pinelli e Nicola Baruffi. Un'invocazione inascoltata. Il problema, pare, sta nel fatto che il sottopasso è allo stesso livello del torrrente Lavello, dove dovrebbero scaricare le griglie anti-allagamento, con conseguenti difficoltà di deflusso. Ferrovie e Provincia hano dunque deciso di alzare la carreggiata e, già che c'erano, anche di allargarla.
«Il sottopassaggio riaprirà tra un mese, finalmente è arrivato il nulla osta per i lavori dalle Ferrovie», ha dichiarato l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Loris Rossetti. Era il nel maggio del 2009. Da allora, via Marchetti è stata aperta solo a singhiozzo.
Ora (vedi articolo in questa pagina ndr.) un nuovo annuncio di ri-partenza del cantiere infinito di via Marchetti. "Staremo a vedere", dicono scettici camionisti e automoblisti. E che questa sia la volta buona occorre augurarselo doppiamente. Perchè via Marchetti è (sarà) anche lo sbocco della Strada dei Marmi (la cui galleria esce sull'Aurelia proprio in corrispondenza dell'inizio di via Marchetti). Che cosa accadrà se, nel 2011, data prevista di apertura della via dei Marmi, via Marchetti sarà ancora nelle condizioni attuali? Semplice, centinaia di camion si riverseranno ogni giorno sull'Aurelia e poi ad Avenza e sul viale XX settembre, o in via Oliveti per raggiungere la zona industriale o il porto.
Il tempo per evitare questa prospettiva da paralisi del traffico c'è. Ma via Marchetti sembra «maledetta»: ogni volta uno stop, una magagna. E neanche Silvanon (la cui denuncia, ricordiamolo, risale al 2006 ma è attualissima) è riuscito a far qualcosa.
In questi ultimi mesi, ad esempio, è - ancora una volta - interrotta: transenne con il cartello di divieto di accesso campegiano ai due imbocchi di essa. Solo che le transenne vengono regolarmente messe a lato della strada e in pochi rispettano il divieto. Preferiscono sfidare il rischio di una multa e affrontare quelle poche centinaia di metri da campionato di rally, mettendo a dura prova gomme e sospensioni, pur di raggiungere più velocemente la mèta.
La strada in questione è, ovvio, via Marchetti - sì quella raccontata da "Silvanon" nel video-intervista che ha spopolato su YouTube - al confine tra Carrara e Massa (ma nel comune di Carrara), di proprietà della Provincia. Un monumento all'inefficienza e ai ritardi delle politiche di "viabilità".
Risale al 2003 (sette anni fa) l'intervento delle Ferrovie per allargare il ponte su cui corrono le rotaie. Un intervento risolutivo, speravano un po' tutti. Non è stato così. I lavori sono proseguiti a rilento e via Marchetti ha riaperto soltanto nel luglio del 2006, tra mille proteste di camionisti, commercianti e delle loro associazioni di categoria. Dopo, dopo la riapertura, cioè, è stato peggio. Il mese dopo l'inaugurazione del nuovo sottopasso, nell'agosto 2006, la strada venne di nuovo chiusa. Da allora, un ripetersi di interruzioni, riaperture, cantieri per mettere toppe alle mille magagne di questo sottopassaggio evidentemente costruito non proprio a regola d'arte che si riempie d'acqua a ogni pioggia.
«Ci domandiamo se sia stato valutato attentamente il rischio che l'abbassamento della carreggiata possa provocare un problema serio, essendo la zona colpita da frequenti allagamenti», scrivevano nel settembre 2004 gli allora consiglieri provinciali di Fi Michela Pinelli e Nicola Baruffi. Un'invocazione inascoltata. Il problema, pare, sta nel fatto che il sottopasso è allo stesso livello del torrrente Lavello, dove dovrebbero scaricare le griglie anti-allagamento, con conseguenti difficoltà di deflusso. Ferrovie e Provincia hano dunque deciso di alzare la carreggiata e, già che c'erano, anche di allargarla.
«Il sottopassaggio riaprirà tra un mese, finalmente è arrivato il nulla osta per i lavori dalle Ferrovie», ha dichiarato l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Loris Rossetti. Era il nel maggio del 2009. Da allora, via Marchetti è stata aperta solo a singhiozzo.
Ora (vedi articolo in questa pagina ndr.) un nuovo annuncio di ri-partenza del cantiere infinito di via Marchetti. "Staremo a vedere", dicono scettici camionisti e automoblisti. E che questa sia la volta buona occorre augurarselo doppiamente. Perchè via Marchetti è (sarà) anche lo sbocco della Strada dei Marmi (la cui galleria esce sull'Aurelia proprio in corrispondenza dell'inizio di via Marchetti). Che cosa accadrà se, nel 2011, data prevista di apertura della via dei Marmi, via Marchetti sarà ancora nelle condizioni attuali? Semplice, centinaia di camion si riverseranno ogni giorno sull'Aurelia e poi ad Avenza e sul viale XX settembre, o in via Oliveti per raggiungere la zona industriale o il porto.
Il tempo per evitare questa prospettiva da paralisi del traffico c'è. Ma via Marchetti sembra «maledetta»: ogni volta uno stop, una magagna. E neanche Silvanon (la cui denuncia, ricordiamolo, risale al 2006 ma è attualissima) è riuscito a far qualcosa.
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