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SICUREZZA
Trenta vigili chiedonodi avere la pistola
C.S.
Non si accontentano di passare in rassegna le auto parcheggiate in piazza Aranci per beccare quelle in fallo, con il fatidico bigliettino scaduto. Perché sono convinti che polizia municipale significhi controllo del territorio e prevenzione.
Per questo, forse, 30 agenti del comando di polizia municipale alla domanda «Chi se la sente di portare la pistola?» hanno alzato la mano
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MASSA. Non si accontentano di passare in rassegna le auto parcheggiate in piazza Aranci per beccare quelle in fallo, con il fatidico bigliettino scaduto. Perché sono convinti che polizia municipale significhi controllo del territorio e prevenzione.
Per questo, forse, 30 agenti del comando di polizia municipale alla domanda «Chi se la sente di portare la pistola?» hanno alzato la mano. Parecchi, se si considera che i vigili urbani sono una cinquantina, insomma il dibattito sull'armamento del corpo di polizia municipale è stato lungo e vivace, ma a qualche mese dalla approvazione, il messaggio è chiaro: c'è una parte dei vigili urbani a cui la possibilità di avere un'arma di ordinanza, piace.
Parola del comandante Antonio Delvino: «il regolamento prevede la volontarietà, portare la pistola è una scelta, ma il comando ha dimostrato con i numeri di apprezzare l'atto del comune». Del resto, lo stesso comandante, dal momento del suo insediamento, non ha perso occasione per sottolineare l'utilità dell'arma per «contribuire ad una immagine del vigile che includa, accanto alle multe, azioni di controllo del territorio». «Veri e propri poteri di polizia locale» li definisce Delvino. Che giovedì ha ribadito il concetto anche davanti alle telecamere di Rai 3. Invitato da Fabrizio Frizzi alla trasmissione "Cominciamo bene" ha detto la sua in tema di sicurezza. «Sono intervenuto come presidente dell'associazione MarcoPolo che riunisce i comandanti per parlare di ordine pubblico, ho spiegato che per garantire la sicurezza lo stesso vigile deve sentirsi sicuro».
Ecco allora trenta agenti pronti a portare la pistola. Dall'intenzione ai fatti, però, la strada è lunga e per ora siamo soltanto al gradino numero 1. Prima le visite di idoneità fisica e attitudinale, perché un'arma non è roba da ragazzi e deve essere affidata soltanto a chi ne possa fare un uso accorto. Gli agenti che avranno superato questa prima selezione, dovranno esercitarsi al tiro. E quando sarà chiaro quanti di quei trenta abbiamo le carte in regola per la pistola nella fondina, partirà l'ordine di acquisto. E Delvino è fiducioso, a giugno i vigili saranno armati. Una pistola a testa e un 10% del totale a disposizione: vale a dire 30 armi se tutti gli agenti hanno i requisiti idonei e altre 3 (il 10% appunto). Così prescrive la legge per i comandi che non hanno armeria. Intanto un corso per l'utilizzo del bastone distanziatore (il vecchio manganello) è stato fatto perché il regolamento non prevede solo pistole e pallottole, ma anche altri strumenti di difesa, tra cui il gas irritante. Allora, addio vecchio vigile: arriva il poliziotto municipale. Con l'augurio che in città le occasioni per usare la pistola non si presentino mai e tutti fili liscio. Da tranquilla cittadina di provincia.
Per questo, forse, 30 agenti del comando di polizia municipale alla domanda «Chi se la sente di portare la pistola?» hanno alzato la mano. Parecchi, se si considera che i vigili urbani sono una cinquantina, insomma il dibattito sull'armamento del corpo di polizia municipale è stato lungo e vivace, ma a qualche mese dalla approvazione, il messaggio è chiaro: c'è una parte dei vigili urbani a cui la possibilità di avere un'arma di ordinanza, piace.
Parola del comandante Antonio Delvino: «il regolamento prevede la volontarietà, portare la pistola è una scelta, ma il comando ha dimostrato con i numeri di apprezzare l'atto del comune». Del resto, lo stesso comandante, dal momento del suo insediamento, non ha perso occasione per sottolineare l'utilità dell'arma per «contribuire ad una immagine del vigile che includa, accanto alle multe, azioni di controllo del territorio». «Veri e propri poteri di polizia locale» li definisce Delvino. Che giovedì ha ribadito il concetto anche davanti alle telecamere di Rai 3. Invitato da Fabrizio Frizzi alla trasmissione "Cominciamo bene" ha detto la sua in tema di sicurezza. «Sono intervenuto come presidente dell'associazione MarcoPolo che riunisce i comandanti per parlare di ordine pubblico, ho spiegato che per garantire la sicurezza lo stesso vigile deve sentirsi sicuro».
Ecco allora trenta agenti pronti a portare la pistola. Dall'intenzione ai fatti, però, la strada è lunga e per ora siamo soltanto al gradino numero 1. Prima le visite di idoneità fisica e attitudinale, perché un'arma non è roba da ragazzi e deve essere affidata soltanto a chi ne possa fare un uso accorto. Gli agenti che avranno superato questa prima selezione, dovranno esercitarsi al tiro. E quando sarà chiaro quanti di quei trenta abbiamo le carte in regola per la pistola nella fondina, partirà l'ordine di acquisto. E Delvino è fiducioso, a giugno i vigili saranno armati. Una pistola a testa e un 10% del totale a disposizione: vale a dire 30 armi se tutti gli agenti hanno i requisiti idonei e altre 3 (il 10% appunto). Così prescrive la legge per i comandi che non hanno armeria. Intanto un corso per l'utilizzo del bastone distanziatore (il vecchio manganello) è stato fatto perché il regolamento non prevede solo pistole e pallottole, ma anche altri strumenti di difesa, tra cui il gas irritante. Allora, addio vecchio vigile: arriva il poliziotto municipale. Con l'augurio che in città le occasioni per usare la pistola non si presentino mai e tutti fili liscio. Da tranquilla cittadina di provincia.
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