Il Tirreno

Parla Nino Giusti

«Gas tossici? Erano solo delle voci»

«Gas tossici? Erano solo delle voci»

«Quando cominciai a lavorare alla Rumianca avevo circa 18 anni, e sentii dire, ma vagamente, che nel periodo bellico era stato trattato un gas per la guerra. Però non ho mai avuto riscontri. Dal 1951 al 1986, il tempo che ho lavorato nello stabilimento di Avenza, sono state trattate solo sostanze chimiche per l'agricoltura»

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CARRARA. E' quanto ricorda Nino Giusti, 76 anni.

«Se in precedenza ci sono state altre produzioni non lo so. La zona industriale è nata per volere del Duce». Giusti, commenta così la notizia pubblicata ieri dal Tirreno, relativa alle clamorose rivelazioni tratte da un documento che Gianluca Di Feo, giornalista dell'Espresso, ha ritrovato a Londra negli archivi nazionali inglesi. Nell'ex Rumianca, ci sarebbe stato un deposito con gas tossico negli anni Quaranta. In un pasaggio del suo libro «Veleni di Stato», si legge fra l'ltro che la Rumianca «nel 1940 venne mobilitata per sfornare testate con derivati dell'arsenico, assassini invisibili che provocano una morte repentina».

Giusti ha lavorato all'ex Rumianca, prima per ditte esterne, e dal 1960 come operaio specializzato nello stabilimento. Divenne impiegato capoturno negli anni Settanta. In tutto quel periodo, dice, «sono stati trattati prodotti per l'agricoltura, fra cui diserbanti per le risaie». Nel 1984 lo stabilimento non si chiamava più Rumianca (ha cambiato vari nomi: Anic, Anic agricoltura, Enichem, e attualmente l'area è sottoposta a bonifica da parte della società Syndial): il 12 ottobre di quell'anno avvenne una accidentale fuoriuscita di fumi tossici da una tramoggia. La fabbrica fu chiusa per gli accertamenti, e non riaprì più. Cominciò l'infinita fase di disinquinamento tutt'ora in corso. «Fecero migliaia di buche e di prelievi per analizzare il terreno», dice Giusti e aggiunge di non avere mai sentito parlare, durante quelle operazioni, di sostanze riconducibili al periodo bellico.

Vittorio Geloni, oggi segretario provinciale dei pensionati Uil, ex segretario dei chimici: «Armi chimiche nell'ex Rumianca? Mi sembra fantascienza. Io ci ho lavorato dal 1965 al '77 (poi sono passato alla Montedison), ero alla centrale termoelettrica, ma sapevo che si producevano diserbanti. Di altro non ho mai sentito parlare».

Marco Del Papa, perito chimico all'ex Rumianca negli anni Sessanta: «Mai sentito parlare di gas tossici per scopi bellici. Il rifugio antiaereo venne usato come magazzino per materiali di scarto». Si riferisce a produzioni per l'agricoltura. Nel dopoguerra una serie di impianti sarebbero stati ispezionati dagli Alleati, ma, scrive Di Feo, «i risultati di quelle verifiche non sono noti». I 170mila mq. ex Rumianca, sono sotto bonifica da 20 anni: si è sempre sentito parlare di sostanze legate all'agricoltura. C'è un passato remoto ancora sepolto?
C.C.

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