Il presidio
IL LITORALE CHE CAMBIA
No al porticciolo, vincono i campeggiatori
Chiara Sillicani
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Accanto il porto Sopra, un campeggioÈ un successo per molti. A cantare vittoria sono questa volta i balneari, i campeggiatori, gli ambientalisti e tutti coloro che al porto turistico hanno sempre detto "no". E a gran voce
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CARRARA. Perché il parere del difensore civico della Toscana, Giorgio Morales, in tema di approvazione della variante al piano strutturale del 1996 parla chiaro: servono condivisione, partecipazione e dialogo quando si tratta di pianificare il territorio.
Tutto è legato ad un documento che da Carrara l'11 novembre parte alla volta di Firenze.
Oggetto di quel documento «la denuncia per mancato rispetto della legge regionale numero 1 del 2005».
In parole più semplici, chi lo ha sottoscritto, ritiene che il comune non abbia rispettato la normativa toscana sulla pianificazione territoriale che prevede il coinvolgimento dei cittadini e la loro capillare informazione.
E a mettere la firma in calce sono stati parecchi.
Capofila i campeggiatori con l'associazione di categoria e il sindacato, poi i balneari di Riviera Apuana, seguono gli ambientalisti (Italia Nostra, Lega Ambiente) e persino gli ecologisti del partito democratico provinciale. Anche i "Pescatori sportivi e dilettanti" hanno sottoscritto, insieme al comitato per la salvaguardia del litorale apuano, al comitato Anderlino e all'associazione Carrara unita.
Tutti insieme per denunciare «la mancata conoscenza, effettiva e tempestiva, delle scelte che l'amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti per la zona che viene definita Utoe 1 che comprende il fronte mare occupato dal porto commerciale e il tratto posto a levante del molo caricatore, fino al torrente Lavello e al confine con il comune di Massa».
L'Utoe in questione (unità territoriale organica elementare, in parole semplici una zona omogenea per caratteristiche) è oggetto anche di altre osservazioni. Chi scrive a Morales fa presente che «il Comune sembra rinunciare per quella zona alla pianificazione, a favore della autorità portuale».
Ma perché tanta opposizione nei confronti del porto turistico? Basta leggere il documento per capirlo: un insostenibile impatto ambientale, con una fascia di litorale non balneabile e un effetto erosivo che annullerebbe gli sforzi fatti dall'amministrazione provinciale con un progetto di ripascimento da milioni di euro.
Quel documento arriva sulla scrivania del difensore civico: un paio di settimane e Moralas si pronuncia. La contrarietà delle associazioni e le loro segnalazioni sono per Morales un elemento che «sembra rafforzare l'opportunità di valutare concretamente una sospensione di procedura».
Non solo, perché per Morales «le segnalazioni pervenute rappresentano un indizio di un sentimento di insoddisfazione che appare a questo punto piuttosto diffuso». E tutto a pochi giorni dal 9 dicembre quando della variante al piano strutturale si parlerà in consiglio comunale.
Per Marco Luccetti, presidente dell'Agepar, «questo non è un no secco al porto. Come campeggiatori non siamo chiusi al dialogo, riconosciamo che tutta l'economia apuana deve essere valorizzata, ma chiediamo un confronto, una discussione».
Discussione che dovrebbe aprirsi anche a Massa dove il Comune il porticciolo lo ha previsto nel piano strutturale, nell'ambito di progetto di valorizzazione di tutta l'area e delle colonie.
Anche secondo i balneari il porto sarebbe un grosso limite per il turismo.
Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, il documento inviato a Morales l'ha firmato e ora ribadisce il concetto: «Sfruttiamo l'attuale porto commerciale, puntando sui diportisti e preserviamo il resto del litorale».
Tutto è legato ad un documento che da Carrara l'11 novembre parte alla volta di Firenze.
Oggetto di quel documento «la denuncia per mancato rispetto della legge regionale numero 1 del 2005».
In parole più semplici, chi lo ha sottoscritto, ritiene che il comune non abbia rispettato la normativa toscana sulla pianificazione territoriale che prevede il coinvolgimento dei cittadini e la loro capillare informazione.
E a mettere la firma in calce sono stati parecchi.
Capofila i campeggiatori con l'associazione di categoria e il sindacato, poi i balneari di Riviera Apuana, seguono gli ambientalisti (Italia Nostra, Lega Ambiente) e persino gli ecologisti del partito democratico provinciale. Anche i "Pescatori sportivi e dilettanti" hanno sottoscritto, insieme al comitato per la salvaguardia del litorale apuano, al comitato Anderlino e all'associazione Carrara unita.
Tutti insieme per denunciare «la mancata conoscenza, effettiva e tempestiva, delle scelte che l'amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti per la zona che viene definita Utoe 1 che comprende il fronte mare occupato dal porto commerciale e il tratto posto a levante del molo caricatore, fino al torrente Lavello e al confine con il comune di Massa».
L'Utoe in questione (unità territoriale organica elementare, in parole semplici una zona omogenea per caratteristiche) è oggetto anche di altre osservazioni. Chi scrive a Morales fa presente che «il Comune sembra rinunciare per quella zona alla pianificazione, a favore della autorità portuale».
Ma perché tanta opposizione nei confronti del porto turistico? Basta leggere il documento per capirlo: un insostenibile impatto ambientale, con una fascia di litorale non balneabile e un effetto erosivo che annullerebbe gli sforzi fatti dall'amministrazione provinciale con un progetto di ripascimento da milioni di euro.
Quel documento arriva sulla scrivania del difensore civico: un paio di settimane e Moralas si pronuncia. La contrarietà delle associazioni e le loro segnalazioni sono per Morales un elemento che «sembra rafforzare l'opportunità di valutare concretamente una sospensione di procedura».
Non solo, perché per Morales «le segnalazioni pervenute rappresentano un indizio di un sentimento di insoddisfazione che appare a questo punto piuttosto diffuso». E tutto a pochi giorni dal 9 dicembre quando della variante al piano strutturale si parlerà in consiglio comunale.
Per Marco Luccetti, presidente dell'Agepar, «questo non è un no secco al porto. Come campeggiatori non siamo chiusi al dialogo, riconosciamo che tutta l'economia apuana deve essere valorizzata, ma chiediamo un confronto, una discussione».
Discussione che dovrebbe aprirsi anche a Massa dove il Comune il porticciolo lo ha previsto nel piano strutturale, nell'ambito di progetto di valorizzazione di tutta l'area e delle colonie.
Anche secondo i balneari il porto sarebbe un grosso limite per il turismo.
Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, il documento inviato a Morales l'ha firmato e ora ribadisce il concetto: «Sfruttiamo l'attuale porto commerciale, puntando sui diportisti e preserviamo il resto del litorale».
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