Il Tirreno

Il personaggio

Un giovane masseseal timone di Tribùla nave di Benetton

Claudio Figaia
Tribù in navigazione e il suo comandante Antonio Gerini
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Tribù in navigazione e il suo comandante Antonio Gerini

Un anno fa - era il 27 novembre 2008 - si trovò nell'inferno di Mumbai. Da bordo dello yacht di un armatore indiano su cui era comandante, ormeggiato nel porto della metropoli indiana, assistette all'attacco terroritsico al Thaj Mahal

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MASSA. Un anno fa - era il 27 novembre 2008 - si trovò nell'inferno di Mumbai. Da bordo dello yacht di un armatore indiano su cui era comandante, ormeggiato nel porto della metropoli indiana, assistette all'attacco terroritsico al Thaj Mahal.
«Ho visto la morte da vicino», raccontò.
Oggi naviga nell'Oceano Pacifico: da Palau (in Micronesia) si appresta a mettere la prua verso Australia, Nuova Zelanda, Antartide. Al timone di una barca unica e famosa: "Tribù" di Luciano Benetton.
Antonio Gerini, giovane comandante di yacht superlusso, massese di nascita - abita in via Stradella con la famiglia - ha fatto da quel giorno tragico a Mumbai (l'attentato provocò oltre 100 morti) un salto di qualità.
Da aprile, racconta, Gerini, ho lasciato i miei armatori indiani. In India c'ero tornato anche dopo l'attacco terroristico, ma poi, vista la difficoltà di avere una continuità lavorativa in quel difficile paese, ho lasciato. E sono stato ingaggiato da una nave molto più prestigiosa.
Gerini dice "nave", non yacht, e non a caso. Il suo nuovo imbarco è sul Tribù, un imbarcazione di 51 metri e 620 tonnellate di dislocamento, con una silhouette che ricorda più una nave commerciale o un rimorchiatore, piuttosto che tganti mega-yacht dalel linee aerodinamiche e "a tutto design".
Tribù (che è anche il nome di un profumo della United Colours of Benetton) è stato varato nel 2007 dai cantieri Mondomarine di Savona ed appartiene a Luciano Benetton. "Il primo mega yacht ecologico". è stato detto di questo panfilo che si fregia della «Green star», riconoscimento del Rina alle imbarcazioni a basso impatto ambientale. Una nave concepita per vere crociere, non per due settimane all'ancora davanti a Porto Cervo.
Non a caso, racconta Gerini con orgoglio, «durante il mio periodo al comando di Tribù ho portato il mio equipaggio, per la maggior parte composto da italiani, sul tetto del mondo, in Alaska, attraversando poi l'Oceano Pacifico in lungo e in largo...».
Su rotte, prosegue il comandante - «di assoluta difficioltà di navigazione, per la scarsità di informazioni nautiche. Ma di grande soddisfazione personale, aggiungo con orgoglio massese. E posso dire che i paradisi terrestri esistono veramente».

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