Il Tirreno

Da Partaccia a Ronchi

Stabilimenti balneari in venditaAliboni: «È un segnale di crisi»

Chiara Sillicani
Stabilimenti balneari in venditaAliboni: «È un segnale di crisi»

È internet a rivelare quello che pochi dicono. Certo qualche voce circola, ma per avere la conferma che non si tratti solo di chiacchiere, basta un click su Google. E scopri che tra Partaccia e Cinquale ci sono parecchi stabilimenti balneari in vendita e su diversi siti

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MARINA. È internet a rivelare quello che pochi dicono. Certo qualche voce circola, ma per avere la conferma che non si tratti solo di chiacchiere, basta un click su Google. E scopri che tra Partaccia e Cinquale ci sono parecchi stabilimenti balneari in vendita e su diversi siti.

Pochissime le informazioni perché non si tratta di compravendite da qualche centinaia di migliaia di euro, ma di cifre da capogiro e la trattativa è riservatissima. Nella maggior parte dei siti viene addirittura specificato che per qualsiasi informazione sul bagno è necessario recarsi di persona presso la sede dell'agenzia immobiliare. Cercando con il potente Google gli stabilimenti in vendita lungo il nostro litorale, appare in bell'evidenza il portale dell'agenzia immobiliare Laurenti. Un'agenzia versiliese che di vendite di stabilimenti ne tratta parecchie. È lunga, infatti, la lista dei bagni in cerca di nuovo proprietario e tra questi anche tre lungo il nostro litorale. Due con parcheggio, con un fronte mare di circa 40 metri uno e 48 l'altro. E chi vende cede tutto. Non solo la concessione demaniale (visto che proprietario del bene in senso stretto è lo Stato), ma anche tutte le attrezzature: cabine, tende, ombrelloni. E uno dei due stabilimenti ha anche bar e ristorante, cosa non da poco tanto che nell'annuncio la presenza dei locali all'interno del bagno è ben sottolineata. A colpire particolarmente, però, è una terza proposta di vendita in cui un bel punto esclamativo sottolinea che «parte del terreno è di proprietà privata». Insomma non solo la cessione della concessione, ma in parte anche di una proprietà. Viene da pensare che si tratti di uno stabilimento alla Partaccia. In quella zona, infatti, la linea demaniale, che delimita il bene statale, è meno avanzata, non è cioè al livello della strada, ma più arretrata e vicina al mare. Dunque una parte della spiaggia sarebbe di proprietà di chi vende il bagno che quella particolarità la sottolinea bene. E non a torto,in periodo di discussione sui canoni demaniali. Tanto più che anche quel bagno ha un bar-ristorante e strutture «in ottimo stato».

Sul sito case.trovit.it informano che «disponiamo di alcuni stabilimenti balneari in vendita nella zona di Ronchi, Poveromo e Cinquale», gli stessi che propone l'agenzia Versilia case. E anche in questo sito si puntualizza che la trattativa è riservatissima. Nessuna precisazione sui prezzi, anche ci orientano le indiscrezioni provenienti da ambienti vicini ai balneari. Si parla di cifre da capogiro: due milioni e mezzo, tre milioni di euro per stabilimenti con 40-50 metri di fronte mare. Anche sul blog Riva Mania si apre una discussione tra internauti sulla vendita di un bagno a Marina e anche in questo caso si sottolinea che tutti gli immobili edificati sono di proprietà: nessun rischio,quindi, neanche remoto, di incameramento.

Ma perché tante vendite? Il lavoro in riva al mare è sempre stato considerato una garanzia: reddito sicuro ogni anno. «Forse - ipotizza Roberto Aliboni, presidente dell'associazione Riviera Apuana - fare il balneare non è così facile come si crede, né i guadagni sono vertiginosi, anche se lavorare sul mare è una grande fortuna. Certo - conclude - le vendite sono un segnale di crisi». E non a caso sempre più spesso si parla di frazionamento: chi ha uno stabilimento con ampio fronte mare, non esclude di dividerlo in due, visto che per regolamento urbanistico bastano 20 metri per un bagno. E magari, perché no, ha in mente di venderne uno.

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