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Peep Bonascola, primo stop del giudicealle ingiunzioni spedite dal Comune
M.B.
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Uno scorcio di Bonascola e l’avvocato Settimo Del FreoNiente pignoramenti per i cittadini proprietari degli immobili "Socet" di Bonascola, per i quali il Comune aveva fatto partire prima l'ingiunzione di pagamento e poi addirittura, per alcuni, la richiesta di pignoramento.
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CARRARA. Niente pignoramenti per i cittadini proprietari degli immobili "Socet" di Bonascola, per i quali il Comune aveva fatto partire prima l'ingiunzione di pagamento e poi addirittura, per alcuni, la richiesta di pignoramento.
È accaduto questo: come si ricorderà, per il caso Socet-Peep Bonascola, vi era stata alcuni mesi fa la richiesta da parte del Comune di molte migliaia di euro agli attuali proprietari degli appartamenti; di fronte a quella richiesta, una quarantina di cittadini-proprietari si era rivolta all'avvocato Settimo Del Freo, e aveva avviato un procedimento per dire no alle pretese avanzate da palazzo comunale a oltre 20 anni di distanza dalla costruzione. Una vicenda che risale infatti ai primi anni 80.
Nel frattempo, mentre cioé il filone principale della causa civile sta andando avanti fra varie udienze e memorie delle parti, c'è stato il fatto nuovo delle ingiunzioni comunali per ottenere le cifre richieste (3-4mila euro ad appartanento): ed è a queste ultime che l'avvocato Settimo Del Freo ha presentato opposizione. Ebbene, proprio venerdì il giudice di pace di Carrara ha stabilito di stoppare le ingiunzioni stesse, ravvisandone i motivi di urgenza e di opportunità, anche alla luce del fatto che vi è un procedimento complesso tuttora aperto e che potrebbe dare ragione ai proprietari.
Insomma, un bel sospiro di sollievo per i circa quaranta proprietari di appartamento che per il momento hanno una certezza: le ingiunzioni non sono da pagare e anche lo spettro del pignoramento immobiliare è allontanato e sospeso.
Questo pronunciamento rappresenta un precedente confortante anche per le altre centinaia di proprietari che in queste settimane sono alle prese con le ingiunzioni speite a raffica da palazzo civico per sollecitare i pagamenti. Un primo segnale di stop che, anche se non in modo automatico, potrebbe essere recepito anche da altri giudici.
La storia è nota. Nell'area Peep di Bonascola furono costruiti a decine dei palazzi in cooperativa. Il punto fu la valutazione dei terreni da espropriare. All'epoca, vi furono dei conteggi provvisori in merito al valore dei terreni espropriati; poi, con gli anni (e varie cause) vi è stata la rivalutazione delle aree. La cifra complessiva è di oltre quattro milioni di euro, e si riferisce al costo di acquisizione di terreni espropriati nel 1983 per costruirvi alloggi in categoria Peep ossia in edilizia convenzionata. Fra le varie convenzioni che furono stipulate fra Comune e società costruttrice, vi è quella con la Socet. Nel caso specifico era prevista la cessione alla cifra di 531 milioni di lire, oneri di urbanizzazione compresi, di 42.303 metri quadrati per la costruzione di 114 alloggi da destinarsi ad una graduatoria che lo stesso Comune avrebbe poi bandito. Il Comune espropriò i terreni, ma la stima fu oggetto di causa da parte dei proprietari; il Comune e la stessa società appaltatrice annotarono nella convezione che, nel caso in cui l'acquisizione dei terreni risultasse maggiormente onerosa per qualsiasi motivo, il corrispettivo sarebbe pesato sui proprietari degli immobili. Quei soldi pagati poi dal Comune ai vecchi proprietari terrieri, oggi vengono chiesti ai proprietari degli immobili. Ma una quarantina si è rivolta all'avvocato Del Freo e ha fatto scattare la prima causa. «Il principale profilo giuridico di opposizione è che secondo noi la richiesta del Comune è prescritta, tardiva; una presa di posizione - spiega l'avvocato Settimo Del Freo - suffragata a nostro avviso da una serie di precedenti sentenze». Ai 40 assistiti da Del Freo vengono chiesti complessivamente sui 170mila euro. Oltre a questa, come noto, vi sono in piedi varie altre cause contro le richieste del Comune: palazzo civico ha già saldato i conti con i proprietari terrieri, e ora cerca di farsi restituire i soldi dai cittadini.
È accaduto questo: come si ricorderà, per il caso Socet-Peep Bonascola, vi era stata alcuni mesi fa la richiesta da parte del Comune di molte migliaia di euro agli attuali proprietari degli appartamenti; di fronte a quella richiesta, una quarantina di cittadini-proprietari si era rivolta all'avvocato Settimo Del Freo, e aveva avviato un procedimento per dire no alle pretese avanzate da palazzo comunale a oltre 20 anni di distanza dalla costruzione. Una vicenda che risale infatti ai primi anni 80.
Nel frattempo, mentre cioé il filone principale della causa civile sta andando avanti fra varie udienze e memorie delle parti, c'è stato il fatto nuovo delle ingiunzioni comunali per ottenere le cifre richieste (3-4mila euro ad appartanento): ed è a queste ultime che l'avvocato Settimo Del Freo ha presentato opposizione. Ebbene, proprio venerdì il giudice di pace di Carrara ha stabilito di stoppare le ingiunzioni stesse, ravvisandone i motivi di urgenza e di opportunità, anche alla luce del fatto che vi è un procedimento complesso tuttora aperto e che potrebbe dare ragione ai proprietari.
Insomma, un bel sospiro di sollievo per i circa quaranta proprietari di appartamento che per il momento hanno una certezza: le ingiunzioni non sono da pagare e anche lo spettro del pignoramento immobiliare è allontanato e sospeso.
Questo pronunciamento rappresenta un precedente confortante anche per le altre centinaia di proprietari che in queste settimane sono alle prese con le ingiunzioni speite a raffica da palazzo civico per sollecitare i pagamenti. Un primo segnale di stop che, anche se non in modo automatico, potrebbe essere recepito anche da altri giudici.
La storia è nota. Nell'area Peep di Bonascola furono costruiti a decine dei palazzi in cooperativa. Il punto fu la valutazione dei terreni da espropriare. All'epoca, vi furono dei conteggi provvisori in merito al valore dei terreni espropriati; poi, con gli anni (e varie cause) vi è stata la rivalutazione delle aree. La cifra complessiva è di oltre quattro milioni di euro, e si riferisce al costo di acquisizione di terreni espropriati nel 1983 per costruirvi alloggi in categoria Peep ossia in edilizia convenzionata. Fra le varie convenzioni che furono stipulate fra Comune e società costruttrice, vi è quella con la Socet. Nel caso specifico era prevista la cessione alla cifra di 531 milioni di lire, oneri di urbanizzazione compresi, di 42.303 metri quadrati per la costruzione di 114 alloggi da destinarsi ad una graduatoria che lo stesso Comune avrebbe poi bandito. Il Comune espropriò i terreni, ma la stima fu oggetto di causa da parte dei proprietari; il Comune e la stessa società appaltatrice annotarono nella convezione che, nel caso in cui l'acquisizione dei terreni risultasse maggiormente onerosa per qualsiasi motivo, il corrispettivo sarebbe pesato sui proprietari degli immobili. Quei soldi pagati poi dal Comune ai vecchi proprietari terrieri, oggi vengono chiesti ai proprietari degli immobili. Ma una quarantina si è rivolta all'avvocato Del Freo e ha fatto scattare la prima causa. «Il principale profilo giuridico di opposizione è che secondo noi la richiesta del Comune è prescritta, tardiva; una presa di posizione - spiega l'avvocato Settimo Del Freo - suffragata a nostro avviso da una serie di precedenti sentenze». Ai 40 assistiti da Del Freo vengono chiesti complessivamente sui 170mila euro. Oltre a questa, come noto, vi sono in piedi varie altre cause contro le richieste del Comune: palazzo civico ha già saldato i conti con i proprietari terrieri, e ora cerca di farsi restituire i soldi dai cittadini.
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