Il Tirreno

IL CASO

Sordo dopo la caduta a ricreazione

Massimo Braglia
L’avvocato Stefano Galeotti e il cortile interno delle “Suore” utilizzato di recente in occasione del festival Con-vivere
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L’avvocato Stefano Galeotti e il cortile interno delle “Suore” utilizzato di recente in occasione del festival Con-vivere

Il gioco durante l'intervallo, quella mattina d'autunno di quindici anni fa, era stato un po' più vivace del solito; poco prima della campanella, una spinta, e il bambino di terza elementare, N.F., finisce a terra, battendo la testa con violenza

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CARRARA. Il gioco durante l'intervallo, quella mattina d'autunno di quindici anni fa, era stato un po' più vivace del solito; poco prima della campanella, una spinta, e il bambino di terza elementare, N.F., finisce a terra, battendo la testa con violenza. I compagni di classe, che fino a un momento prima ridevano e scherzavano, si fanno seri; lo aiutano a rialzarsi, a togliersi di dosso un po' di polvere. Ecco la campanella, si torna in aula: nessuno immaginava cosa sarebbe accaduto di lì a poco.
Chissà quante volte quel bambino, oggi ormai quasi ventitreenne, avrà rivissuto nella sua mente quella scena destinata a cambiargli la vita.

Per quella caduta, infatti, ha perso l'udito, e deve portare un apparecchio acustico con evidenti limitazioni della vita sociale e della prospettiva lavorativa.
Invalido civile, ha avviato una lunga causa con la scuola che frequentava all'epoca, l'Istituto educativo Figlie di Gesù di piazza D'Armi (le "Suore", come si suol dire a Carrara): una vicenda giudiziaria delicata e complessa, basata su due capisaldi.
Il primo: che in quel momento, nel cortile, non vi fosse la sorveglianza obbligatoria da parte di una suora-insegnante, e che quindi, di fronte alla presenza di un adulto, i ragazzini avrebbero giocato in modo molto più pacato; il secondo: che fino a quel momento, cioé fino al trauma, il bambino ci sentiva bene, non aveva avuto alcun problema.

Drammatico il modo in cui N.F. si accorse di essere diventato sordo: al rientro in classe, dopo circa venti minuti, iniziò a piangere, e a dire che non ci sentiva più. Vi sono varie testimonianze, agli atti del processo, di ex compagni di scuola, che raccontano quella scena ancora viva nei loro ricordi nonostante il tempo trascorso.
Da quattro mesi, dopo una istruttoria ultradecennale (i fatti risalgono al 94, come detto, ma la causa è partita nel '98, quando i genitori decisero di affidarsi a un avvocato), è arrivata la sentenza con il riconoscimento del danno causale al giovane nostro concittadino; e a breve, ci sarà un altro capitolo di carte bollate, a dir poco eclatante.

Il fatto è che il danno - a quanto sembra quantificato, con rivalutazione e interessi, a oltre 200mila euro (ma su questo punto il legale non specifica) - sebbene il pagamento sia stato sollecitato più volte dall'avvocato del giovane, Stefano Galeotti, ancora non è stato pagato.
Ora, l'estate è passata e il legale ha deciso una mossa clamorosa ma ritenuta necessaria: ovvero, un atto di precetto con il quale farà pignorare l'ala centrale dello storico complesso delle Figlie di Gesù. «Il mio cliente - spiega l'avvocato - ha già subito troppo a causa di quell'episodio: ha avuto un'infanzia e un'adolescenza condizionati dalla ipoacusia; anche per quanto riguarda il lavoro, come è evidente, non può svolgere qualsiasi occupazione; sul piano economico, poi, la sentenza è già stata registrata, anche se abbiamo vinto su tutti i fronti, comprese le spese, e vi è comunque da pagare la tassa di registro di oltre seimila euro. È arrivato il momento, dopo 15 anni, che questo giovane abbia finalmente un risarcimento e che, su questa base, possa costruirsi una vita quanto più normale possibile».

Alla base della vittoria in aula - giudice Antonino Pulvirenti - una accurata perizia svolta dal compianto dottor Claudio Pisani, di otorinolaringoiatria, che mise in relazione diretta l'ipoacusia bilaterale del giovane, con il trauma della caduta dell'ottobre del '94. Un rapporto diretto che di fatto ha spianato la strada al successo in aula, nonostante la controparte abbia provato a far passare la tesi secondo cui l'evento della sordità non fosse correlabile a quella disgraziata ricreazione.
Negli undici anni trascorsi dall'inizio alla fine della causa, l'Istituto Figlie di Gesù non ha mai offerto una transazione; adesso, quindi, l'avvocato gioca la carta del precetto per poter fare eseguire la sentenza.
Sabato o lunedì prossimo, l'ufficiale giudiziario si presenterà a scuola, in piazza D'Armi, e spiegherà - precetto alla mano - che l'ala centrale è da considerarsi pignorata; a meno che nel frattempo non si arrivi al pagamento delle spettanze, si potrebbe arrivare anche alla messa all'asta della storica scuola, sfondo anche del recente Con-vivere; curiosamente, proprio il banchetto della serata inaugurale è stato svolto nel cortile interno della scuola in cui avvenne la caduta.

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