Il Tirreno

LA SANITA’ ZOPPICANTE

Riabilitazione ospedaliera sospesa

Una veduta del monoblocco ospedaliero
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Una veduta del monoblocco ospedaliero

Gli infermieri dell'Asl non sono numericamento sufficienti a coprire tutti i servizi: pare sia così dal momento che un moderno macchinario acquistato un due anni fa dall'azienda sanitaria, è inutilizzabile da un paio di mesi nel monoblocco ospedaliero

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CARRARA. Gli infermieri dell'Asl non sono numericamento sufficienti a coprire tutti i servizi: pare sia così dal momento che un moderno macchinario acquistato un due anni fa dall'azienda sanitaria, è inutilizzabile da un paio di mesi nel monoblocco ospedaliero. Serve per la riabilitazione del "pavimento pelvico": ossia per la cura di incontinenza e stipsi.
L'Asl, a cui abbiamo chiesto spiegazioni dopo la segnalazione di alcuni cittadini, fa sapere tramite l'ufficio relazioni esterne che il problema esiste, «ma che si stanno mettendo in campo tutte le attività per fare in modo che il servizio riprenda al più presto».
Lo strumento sanitario richiete infatti tempi di impiego particolari e quindi personale dedicato.
L'Asl parla di «problemi organizzativi interni» e di «ferie del personale». In sostanza l'organizo infermieristico complessivo a disposizione dell'azienda non basterebbe.

Al funzionamento dell'apparecchiatura sono stati posti due infermieri, che, - spiega ancora l'Asl - hanno seguito un corso apposito per poter imparare il corretto utilizzo della macchina. Ma in estate, con le ferie, il problema del personale si è acutizzato: perché i due infermieri addetti alla macchina, lavorano in chirurgia e per poter stare nell'ambulatorio dove si trova l'apparecchiatura, devono essere sostituiti da altri colleghi in chirurghia. Per cui, a causa di problemi di organico, sarebbero un paio di mesi che il servizio per la riabilitazione di chi ha problemi urinari di incontinenza, è stato sospeso.

Ma - fa sapere l'ufficio relazioni esterne - l'Asl si sta adoperando affinché l'ambulatorio che ha l'apparecchiatura possa tornare a funzionare «al più presto possibile, si ipotizza al massimo dal primo di ottobre prossimo, senza più interruzioni». Come? Trovando il modo, nella riorganizzazione dei servizi, di far sì che i due infermieri addetti alla macchina, possano essere sostituiti senza problemi, in chirurgia, quando si spostano nell'ambulatorio per la riabilitazione pelvica. Pare, stanto a informazioni dell'Asl, che finora gli utenti di questo servizio siano una decina. Ma potrebbero aumentare.
E comunque, visto che l'Asl ha comperato l'apparecchiatura, lasciarla ancora ferma, oltre che uno spreco di denaro, sarebbe un'assurdità, a discapito di pazienti che avrebbero beneficio dalla terapia riabilitativa.
C.C.

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