Il Tirreno

TURISMO E MOBILITA'

Tutti in bici ma non sulle piste

Serena Bongiorni
Tutti in bici ma non sulle piste

Troppe multe sul lungomare? Per andare in spiaggia meglio abbandonare auto o scooter e saltare in sella alla bici. Noi l'abbiamo fatto, scoprendo piste ciclabili deserte, complicate e interrotte, oppure ostruite dalle macchine che ci parcheggiano sopra

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MARINA DI MASSA. Troppe multe sul lungomare? Per andare in spiaggia meglio abbandonare auto o scooter e saltare in sella alla bici. Noi l'abbiamo fatto, scoprendo piste ciclabili deserte, complicate e interrotte, oppure ostruite dalle macchine che ci parcheggiano sopra. Mentre fa discutere l'idea di multare (e togliere i punti dalla patente) i ciclisti che infrangono il Codice della strada.

Se la minaccia delle multe sul lungomare incombe, soprattutto d'estate, qualcuno preferisce ovviare al problema recuperando la vecchia bici per un'alternativa che sconfigge l'inquinamento, fa bene alla salute e riscoprire luoghi dimenticati.
Non sono in molti, però a scegliere questa alternativa. In centro città è piuttosto raro incontrare qualcuno che viaggi sulle due ruote, mentre sul lungomare, a parte gli inossidabili amatori, viaggiano per lo più turisti.

Le piste, invece, sono praticamente vuote, complicate da percorrere e non collegate tra loro. Vuote perchè sul lungomare i ciclisti preferiscono viaggiare sulla strada, che non impone loro di fermarsi ad ogni incrocio o di fare deviazioni; complicate perchè, oltre a fermarsi ad ogni incrocio (e sul lungomare ce ne sono tanti), con il rischio di essere travolti dalle auto che sbucano dalle stradine, a volte la pista si interrompe improvvisamente oppure, come in piazza Betti, sembra scomparire sul marciapiede.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che la pista sul territorio massese si trova lato monte, mentre da Forte a Lido di Camaiore è situata lato mare, ed è chiaramente più scorrevole, non essendo interrotta da incroci o minacciata dall'uscita delle auto (se non da quelle uscenti dai bagni). Forse da noi proprio le auto che escono dagli stabilimenti balneari furono ritenute il principale pericolo per i ciclisti, per cui si scelse di fare la pista lato monte. Senza considerare il fatto che il boom estivo si concentra solo in tre mesi all'anno e che nei restanti nove dai bagni non sbuca praticamente nessuno, mentre gli incroci a monte continuano a costituire un pericolo e un disincentivo all'uso della pista.
Risultato: piste ciclabili semideserte, da Massa a Marina. Anzi, a Massa addirittura alcune sono un parcheggio perenne: nel viale della Stazione è quotidianamente tollerato che si parcheggi sulla pista ciclabile (anche perchè il parcheggio sulla strada è consentito per massimo un'ora). In casi come questi è quindi più sicuro viaggiare sulla strada piuttosto che cimentarsi in infiniti zig zag tra auto e pedoni sulla pista.

A Marina le cose vanno un po' meglio: la pista segue tutto il lungomare (da via Licciana al Cinquale) e la sosta sulla pista è sporadica (e multata) e concentrata nei weekend. Restano però problemi di improvvise interruzioni, deviazioni, scalini e mancata seganalazione in strada (come in via Ascoli). Tutti elementi che, insieme alla cronica pigrizia dei cittadini, disincentivano all'uso della bici e rendono le nostre strade invivibili, intasate da auto sempre pronte a suonare chi viaggia a pedali.

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