Il Tirreno

Duecento ospiti alle cave a cena con il naso in su: va in scena il luna show

Alessandra Vivoli
Una veduta della serata alla luna nelle cave Michelangelo
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Una veduta della serata alla luna nelle cave Michelangelo

Bancate e sassi illuminati a giorno. Un fascio di luce che attraversa il cielo, fino al mare.
E un paesaggio banco, ovattato, intagliato nel cuore delle Apuane dove si cammina sul marmo come novelli astronauti

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CARRARA. Bancate e sassi illuminati a giorno. Un fascio di luce che attraversa il cielo, fino al mare.
E un paesaggio banco, ovattato, intagliato nel cuore delle Apuane dove si cammina sul marmo come novelli astronauti. Più che un omaggio al quarantesimo anniversario dello sbarco sulla luna l'altra sera, alle cave Michelangelo, è sembrato di esserci davvero. Sulla luna.
Ancora una volta i bacini marmiferi, con il calar della sera cambiano pelle. Non sono più luoghi di lavoro, ma teatro di eventi speciali: una cena per 200 persone, sotto un gazebo trasparente, per non perdere neppure un attimo dello spettacolo luminoso, e grande musica classica, suonata su una pedana di marmo.
Tutti questi sono gli ingredienti della serata che Omya e le Cave Michelenagelo, insieme, hanno voluto dedicare alla luna. Ma anche agli studenti più meritevoli, premiati con una borsa di studio dal colosso dei carbonati, che come ha auspicato il padrino della serata, l'astronauta Umberto Guidoni «sono destinati ad arrivare in alto».
Una serata magica dive c'è stato spazio per la gioia di una bella notizia: il viceprefetto Bonfissuto ha annunciato proprio durante la cena che Franco Barattini, patron delle cave Michelangleo, è stato insignito del titolo di commendatore. Ma anche per un momento di grande partecipazione: nel minuto di raccoglimento dedicato alle ventiquattro vittime della strage di Viareggio. A rompere il silenzio, nel bianco accecante, solo la suggestione delle note di Bach.
Quella alla cave Michelangelo è stata davvero una serata diversa. Dove il glamour ha lasciato spazio alla bellezza, senza fronzoli, della luna resa ancora più affascinante dall'installazione di Luciano Massari, giocata tutta sulle luci.
In questa cornice le parole del padrino della serata, Umberto Guidoni, hanno contribuito a creare ancora più atmosfera: «Ricordo la terra azzurra, vista dallo shuttle - ha detto l'astronauta - è un'immagine che si stampa nel cuore. CI fa capire tutta la fragilità del nostro pianeta».
Protagonisti anche i giovani. Questi gli alunni premiati con la borsa di studio della Omya: Thomas Bianchini, Marco Rustighi, Guido Ricci, Diego Bordigoni, Michele Ceccarelli e Matteo Tonazzini.

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