massa cronaca
La B-Navi annuncia nove esuberi, i sindacati rompono le trattative
Alessandra Vivoli
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L’armatore Enrico BogazziL'assessore provinciale Parrini: l'alternativa è il contratto di solidarietà
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CARRARA. La B-Navi, agenzia di ship management, del gruppo Bogazzi, sceglie la strada dei licenziamenti: 9 per la precisione. E il sindacato rompe la trattativa. Così la situazione si fa sempre più difficile in una delle aziende che fanno capo all'armatore apuano: ieri mattina il tavolo era stato convocato in tutta fretta in provincia.
Il tavolo davanti all'assessore al lavoro Raffaele Parrini, si è concluso con un nulla di fatto. O meglio con una netta presa di posizione dei confederali che hanno preso le distanze dalle posizione annunciate dalla B-Navi.
La rottura si è consumata nell'incontro avvenuto, nella sede dell'agenzia di viale Zaccagna, con l'amministratore dell'azienda, la dottoressa Rossi, e il consulente del lavoro Casella. La B-Navi, secondo quanto riferito dal sindacato, ha chiesto la cassa d'integrazione straordinaria per 9 dipendenti (attualmente sono 21 quelli in cassa) identificandoli come «esuberi». «In questo modo - sottolineano i confederali, che hanno convocato d'urgenza una conferenza stampa per stamattina - la cassa diventa anticamera del licenziamento. Abbiamo proposto soluzioni meno impattanti, come il contratto di solidarietà ma l'azienda ha avuto un atteggiamento molto rigido».
Parrini ammette: «La B-Navi sembra intenzionata ad aprire la procedura di mobilità per nove lavoratori dichiarati in esubero - afferma - Noi abbiamo insistito sulle soluzioni alternative, come il contratto di solidarietà e la cassa integrazione straordinaria. Adesso staremo a vedere, per il momento però la mobilità non è stata ufficialmente aperta».
E il sindacato adesso sceglie la linea dura.
«Sugli esuberi dovranno essere applicati i criteri di legge - annunciano - e la procedura dovrà essere discussa direttamente con l'Associazione industriali e la proprietà».
Il tavolo davanti all'assessore al lavoro Raffaele Parrini, si è concluso con un nulla di fatto. O meglio con una netta presa di posizione dei confederali che hanno preso le distanze dalle posizione annunciate dalla B-Navi.
La rottura si è consumata nell'incontro avvenuto, nella sede dell'agenzia di viale Zaccagna, con l'amministratore dell'azienda, la dottoressa Rossi, e il consulente del lavoro Casella. La B-Navi, secondo quanto riferito dal sindacato, ha chiesto la cassa d'integrazione straordinaria per 9 dipendenti (attualmente sono 21 quelli in cassa) identificandoli come «esuberi». «In questo modo - sottolineano i confederali, che hanno convocato d'urgenza una conferenza stampa per stamattina - la cassa diventa anticamera del licenziamento. Abbiamo proposto soluzioni meno impattanti, come il contratto di solidarietà ma l'azienda ha avuto un atteggiamento molto rigido».
Parrini ammette: «La B-Navi sembra intenzionata ad aprire la procedura di mobilità per nove lavoratori dichiarati in esubero - afferma - Noi abbiamo insistito sulle soluzioni alternative, come il contratto di solidarietà e la cassa integrazione straordinaria. Adesso staremo a vedere, per il momento però la mobilità non è stata ufficialmente aperta».
E il sindacato adesso sceglie la linea dura.
«Sugli esuberi dovranno essere applicati i criteri di legge - annunciano - e la procedura dovrà essere discussa direttamente con l'Associazione industriali e la proprietà».
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