Il Tirreno

carrara

Promosso il ragazzino delle forbiciche è stato allontanato dalla famiglia

Alunni di una scuola che osservano i quadri con i risultati degli scrutini
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Alunni di una scuola che osservano i quadri con i risultati degli scrutini

E' stato promosso, il ragazzino di 12 anni portato via alla famiglia per disposizione del tribunale dei minori di Genova, sulla base di relazioni dei servizi sociali

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CARRARA. E' stato promosso, il ragazzino di 12 anni portato via alla famiglia per disposizione del tribunale dei minori di Genova, sulla base di relazioni dei servizi sociali. Il ragazzino era stato al centro di una clamorosa presa di posizione dei genitori dei compagni, che avevano tenuto a casa i figli, chiedendo provvedimenti, a sostegno del ragazzo che, secondo quanto fu raccontato, aveva brandito delle forbici (con la punta arrotondata) in classe (un atto dettato forse più da un disagio giovanile interiore, e non volutamente violento) creando tensione nell'istituto di media inferiore Da Vinci-Leopardi di Avenza.
Un episodio di qualche mese fa, e si parlò anche di un vetro rotto a una finestra. L'adolescente era seguito da operatori socio educativi, sia in ambito scolastico che extrascolastico, ma circa due settimane fa, il preside Paolo Coscia si è visto notificare l'ordine del tribunale: l'alunno è stato portato via da scuola, e dalla famiglia che è stata informata successivamente. La mamma, disperata, si è rivolta all'avvocato Giuliana Feliciani del foro spezzino, e anche il nonno del ragazzo non si dà pace. «Il ragazzo stava facendo un percorso, devo dire con risultati soddisfacenti. Mi auguro sia promosso», aveva detto il preside nei giorni scorsi. E al termine dell'anno didattico, sono stati fatti gli scrutini e sono usciti gli esiti. «Mio nipote è stato promosso - dice il nonno - ho parlato con il preside e mi ha detto che ha avuto buoni voti. Mia figlia è andata a scuola a vedere. Io ho preferito di no». Un nonno amareggiato: con i genitori degli alunni (la vicenda è finita sulla stampa a seguito di una loro lettera); e con i servizi sociali: «Non so quale criterio abbiamo seguito, - dice il nonno - non capisco perché ci abbiano portato via il ragazzo. Da allora non lo abbiamo più visto, né sentito. Ho chiesto come sta, mi dicono che è tranquillo. Mah?». Spera di poterlo riabbracciare presto.

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