Il Tirreno

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Cofarpa: lavorare meno, lavorare tutti

Alessio Orsingher
La sede di Cofarpa in via Massa Avenza
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La sede di Cofarpa in via Massa Avenza

Accordo all’azienda di vendita all’ingrosso di farmaci (che cambia anche i dirigenti), ma resta un “rosso” di 2,9 milioni

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MASSA. Licenziamenti alla Cofarpa, la cooperativa di Fontanellato (Parma) che opera nel commercio all'ingrosso di prodotti farmaceutici, presente a Massa con uno dei suoi più importanti centri distribuzione. Lo spettro del licenziamento per 40 dei 111 dipendenti dell'azienda è stato scongiurato grazie a un accordo illustrato ieri mattina da Stefano Nicoli e Patrizia Bernieri di Cgil, Giuseppe Franzan e Duilio Sgorbani, rispettivamente presidente del cda e amministratore delegato di Cofarpa; l'assessore provinciale alle politiche del lavoro Raffaele Parrini e l'assessore alle Finanze Alessandro Volpi, intervenuto al posto della collega Franca Leonardi, che ha seguito tutto l'iter.
La forumula che evita gli esuberi è il ricorso al contratto di solidarietà, ovvero ad una forma particolare di ammortizzatore sociale, introdotto dalla legge 236 del 1993. La scure iniziale avrebbe dovuto colpire, come detto, 40 unità, 7 delle quali operanti a Massa, che conta in totale 17 maestranze.
L'accordo riduce a 16 i licenziamenti: 13 a Fontanellato e 3 a Massa. Di questi, due andranno in prepensionamento, il terzo ha già trovato impiego altrove, beneficiando di un incentivo all'esodo di 10mila euro. Per gli altri lavoratori è prevista una riduzione dell'orario ed una conseguente diminuzione dello stipendio, che consentirà alla Cofarpa di ridurre le spese per il personale di 1,2 milioni.
Le maestranze apuane lavoreranno tutte 30 ore a settimana, pur percependo, a seconda del contratto, un salario pari a 33 o 36 ore effettivamente prestate. «Una soluzione positiva ed un modello da esportare - commenta Stefano Nicoli di Filcam Cgil -, raggiunta grazie a un impegno condiviso di sindacati, società e istituzioni».
Franzan e Sgorbani succedono nella gestione di Cofarma a Vittorio Lazzoni. e hanno predisposto il Piano industriale 2009-2010. «Guardiamo avanti. Anche se è chiaro che nel rapporto con soci e clienti qualcosa non ha funzionato», dicono i due. Il bilancio 2008 si è chiuso una passività di 2,9 milioni. L'ingegner Sgorbani è realista: «Puntiamo a raggiungere il pareggio entro 18 mesi, per il 2009 abbiamo previsto un fisiologico calo del fatturato». Effetto del mercato? «Piuttosto mancanza di fiducia: i nostri interlocutori non pensavano che la situazione finanziaria fosse tanto problematica». Tra i soci, anche Asl e Comune di Massa; quest'ultimo ha provveduto anche a una ricapitalizzazione della società con 5.600 euro.

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