Il Tirreno

carrara

Aulla, la vera novità è Matteo Lupi

Alessandra Vivoli

Simoncini tranquillo sull’esito, per Semeria campagna scorretta

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AULLA. La febbre da elezioni non ha contagiato la piazza e i locali di Aulla. Quella di ieri sembra, a chi viene da fuori, una domenica tranquilla, come tante altre. Poche persone davanti al Comune. Porte chiuse nel quartier generale del sindaco (per ora uscente) Roberto Simoncini, nel centro del paese. Nei caffè e nei bar si parla di tutto fuorchè di politica. Eppure, nel comune più popoloso della Lunigiana ad andare a votare per il rinnovo dell’amministrazione sono stati in parecchi. Un dato, quello dell’affluenza, in crescita costante: 38,8% nel primo pomeriggio, 65,5% alle sette di sera. Fino alla chiusura, alle 22, che registra un’affluenza del 78,24% (un 4% in meno però rispetto alla tornata amministrativa precedente). La parola d’ordine, in questa competizione elettorale vissuta con il piede sull’acceleratore, è che «nulla è scontato». Non tanto per quel che riguarda la poltrona del primo cittadino, dove il nome di Roberto Simoncini sostenuto dal centro sinistra è il più gettonato. Ma quelli che sembrano destinati a cambiare sono gli equilibri più sottili della scena politica aullese. E a sparigliare le carte sarebbero soprattutto i nuovi: Matteo Lupi (la sua è la lista civica Idee in comune) e Roberta Semeria (Lista civica per Aulla Lega Nord). È proprio Lupi (il padre Sergio fu sindaco psi negli anni Settanta) quello che potrebbe rosicchiare i consensi a Simoncini: la sua lista civica infatti sembra abbia pescato voti soprattutto nell’area PD. Ma l’outsider Lupi non impensierisce più di tanto Simoncini. Che più che degli altri candidati, alla chiusura dei seggi, preferisce parlare di politica. «Sono tranquillo, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e il abbia votato tanta gente è un buon segnale - afferma - Noi abbiamo parlato di idee e di progetti, gli altri no». Lui, Matteo Lupi, un candidato «nuovo» lo è sicuramente. Almeno per come ha passato la giornata cruciale, la domenica delle votazioni: un lungo giro in moto per scaricare la tensione. «Sono rimasto in contatto con i rappresentanti di lista - dice Lupi - Il fatto che parecchia gente sia andata a votare è un buon segnale. Questo vuol dire che ce la giocheremo fino alla fine». Meno ottimista Giuseppe Rinaldi, il candidato del Pdl. «Quello che ci è mancato è il tempo - dice - per fare passare un messaggio importante come il nostro. Certo il Pdl, in partenza, può portare qualche voto in più ma quella di Aulla è una realtà particolare dove le liste maggiormente radicate sul territorio sono avvantaggiate». «Cosa ricorderò di queste elezioni? Il rapporto cordiale e amichevole con Matteo Lupi». Un grande risultato invece l’ha già ottenuto Roberta Semeria (lista civica appoggiata dalla Lega Nord). «Io ho già vinto - dice - sono la prima candidata sindaco donna ad Aulla dal dopoguerra. Teniamo i piedi per terra per quel che riguarda i risultati ma questa volta ad Aulla le cose non sono poi così scontate». Roberta Semeria, a seggi chiusi, non risparmia un commento tagliente. «Sono state elezioni molto cattive e un po’ scorrette, non da parte nostra - conclude - gli equilibri sono stati messi in gioco, grazie anche a un’altra novità, oltre alla mia lista, quella di Matteo Lupi».

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