massa
I soldi della palestra dirottati sul convitto
Alessio Orsingher
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Studenti insegnanti e docenti del Minuto hanno chiesto alla Provincia maggiore attenzione e interventi concreti per il loro istitutoDopo la chiusura di alcune aule e dormitori, studenti e insegnanti hanno incontrato Osvaldo Angeli
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MASSA. Dalle parole ai fatti. A due settimane esatte dall'intervista rilasciata al nostro giornale dal preside Paolo Battaglini, oltre duecento tra ragazzi, docenti e tutto il personale dell'Alberghiero Minuto sono scesi in piazza con l'obiettivo di «conoscere quali azioni gli enti locali intendano intraprendere al fine di preservare prestigio ed offerta didattica del prestigioso istituto». La vicenda è nota.
Due distinti sopralluoghi effettuati dai tecnici della Provincia, avvenuti nel novembre 2008 e nell'aprile 2009, avevano sancito la non conformità alle norme di sicurezza di una decina di ambienti scolastici (due dormitori del Convitto e otto aule diurne poste al secondo piano), costringendo dirigenza e personale a sacrificare locali destinati ad altre mansioni pur di fronteggiare l'emergenza. A queste interdizioni deve aggiungersi l'incremento di iscrizioni per il prossimo anno scolastico: 62 ragazzi in più per le classi prime, molti dei quali provenienti da fuori provincia. «Dove potranno studiare i nostri alunni?», si chiedeva preoccupato il professor Battaglini. Una domanda che la corposa delegazione del Minuto ha voluto ribadire a gran voce anche ieri mattina. Ritrovo alle 9 in piazza Garibaldi: l'assemblea straordinaria richiesta dagli studenti, concessa dalla presidenza ed appoggiata dai docenti, si è poi trasferita davanti all'entrata di Palazzo Rosso. Nel tragitto, niente corteo né manifestazioni ufficiali: la richiesta alla prefettura in tal senso, infatti, era stata inoltrata troppo tardi. Non sono mancati però gli striscioni, esposti con fierezza all'arrivo nel cortile del Ducale e, dopo una sollecitazione ad uscire da parte della polizia, nel tratto di strada che circonda piazza Aranci. Il traffico è bloccato, ma i giovani non demordono: «Vogliamo continuare a studiare. E la pubblica amministrazione ha il diritto di ascoltarci».
Poi il preside, accompagnato da alcuni professori, educatori ed allievi, viene ricevuto dal presidente della Provincia Osvaldo Angeli e dall'assessore all'Istruzione Raffaele Parrini «È un impegno dell'amministrazione - esordisce Angeli - cercare di intervenire concretamente su due fronti: ristrutturazione delle aule non regolari e del Convitto». Fermo restando che, «a causa dei rigidi vincoli imposti dal Patto di Stabilità», risulta impossibile accendere nuovi mutui.
L'assessore Parrini ed i dirigenti Accardo ed Arrighi illustrano la via da percorrere: «Con risorse proprie, la Provincia provvederà alla messa a norma dei controsoffitti per otto aule entro metà settembre. Inoltre, con la devoluzione di un finanziamento (quasi 600mila euro, ndr) del 2002 destinato alla costruzione della palestra al Minuto, si metterà mano al Convitto». Tutto bene, insomma? Non proprio. In realtà l'Alberghiero avrebbe bisogno in tutto di circa 15-18 aule, per fare fronte all'aumento di iscrizioni e garantire i laboratori attivi, molti dei quali rivolti ai 51 studenti disabili. «Cosa dobbiamo dire ai genitori di chi si è iscritto?», domanda il preside. I ragazzi provano ad affrontare di petto la questione, prendendo a prestito un'idea già accarezzata in passato dall'amministrazione ducale e discussa da Consiglio d'Istituto e Collegio Docenti: trovare una nuova sede al Convitto, più idonea e funzionale, e destinare quegli spazi alla normale attività didattica. In attesa di capire l'evolversi della situazione, Parrini si rivolge direttamente al comune di Massa: «Parleremo con i colleghi per invitarli a trovare insieme a noi una soluzione».
Due distinti sopralluoghi effettuati dai tecnici della Provincia, avvenuti nel novembre 2008 e nell'aprile 2009, avevano sancito la non conformità alle norme di sicurezza di una decina di ambienti scolastici (due dormitori del Convitto e otto aule diurne poste al secondo piano), costringendo dirigenza e personale a sacrificare locali destinati ad altre mansioni pur di fronteggiare l'emergenza. A queste interdizioni deve aggiungersi l'incremento di iscrizioni per il prossimo anno scolastico: 62 ragazzi in più per le classi prime, molti dei quali provenienti da fuori provincia. «Dove potranno studiare i nostri alunni?», si chiedeva preoccupato il professor Battaglini. Una domanda che la corposa delegazione del Minuto ha voluto ribadire a gran voce anche ieri mattina. Ritrovo alle 9 in piazza Garibaldi: l'assemblea straordinaria richiesta dagli studenti, concessa dalla presidenza ed appoggiata dai docenti, si è poi trasferita davanti all'entrata di Palazzo Rosso. Nel tragitto, niente corteo né manifestazioni ufficiali: la richiesta alla prefettura in tal senso, infatti, era stata inoltrata troppo tardi. Non sono mancati però gli striscioni, esposti con fierezza all'arrivo nel cortile del Ducale e, dopo una sollecitazione ad uscire da parte della polizia, nel tratto di strada che circonda piazza Aranci. Il traffico è bloccato, ma i giovani non demordono: «Vogliamo continuare a studiare. E la pubblica amministrazione ha il diritto di ascoltarci».
Poi il preside, accompagnato da alcuni professori, educatori ed allievi, viene ricevuto dal presidente della Provincia Osvaldo Angeli e dall'assessore all'Istruzione Raffaele Parrini «È un impegno dell'amministrazione - esordisce Angeli - cercare di intervenire concretamente su due fronti: ristrutturazione delle aule non regolari e del Convitto». Fermo restando che, «a causa dei rigidi vincoli imposti dal Patto di Stabilità», risulta impossibile accendere nuovi mutui.
L'assessore Parrini ed i dirigenti Accardo ed Arrighi illustrano la via da percorrere: «Con risorse proprie, la Provincia provvederà alla messa a norma dei controsoffitti per otto aule entro metà settembre. Inoltre, con la devoluzione di un finanziamento (quasi 600mila euro, ndr) del 2002 destinato alla costruzione della palestra al Minuto, si metterà mano al Convitto». Tutto bene, insomma? Non proprio. In realtà l'Alberghiero avrebbe bisogno in tutto di circa 15-18 aule, per fare fronte all'aumento di iscrizioni e garantire i laboratori attivi, molti dei quali rivolti ai 51 studenti disabili. «Cosa dobbiamo dire ai genitori di chi si è iscritto?», domanda il preside. I ragazzi provano ad affrontare di petto la questione, prendendo a prestito un'idea già accarezzata in passato dall'amministrazione ducale e discussa da Consiglio d'Istituto e Collegio Docenti: trovare una nuova sede al Convitto, più idonea e funzionale, e destinare quegli spazi alla normale attività didattica. In attesa di capire l'evolversi della situazione, Parrini si rivolge direttamente al comune di Massa: «Parleremo con i colleghi per invitarli a trovare insieme a noi una soluzione».
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