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Zona franca: niente tasse ma pochi fondi
Claudio Figaia
Agevolazioni fiscali per le micro imprese: 5,2 milioni tra Carrara e Massa
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MASSA CARRARA. Hai una piccola impresa (un negozio, un laboratorio artigianale...) nata da poco, o stai per aprirla alla perfieria di Carrara o Massa? Bene, potrai avere agevolazioni non male per due anni: non pagherai le imposte sui redditi, nè Ici nè Irap; e sarai esonerato dal versamento dei contributi previdenziali per i dipendenti. Sono i benefici della “Zona franca urbana” che lo Stato elargirà a 22 zone alle prese con fenomeni di «disagio socio economico». Tra cui quello di Massa e Carrara. Il problema, però, è che i finanziamenti per questa franchigia sono limitati. Il comprensorio apuano avrà un fondo di 5,2 milioni di euro per due anni, soldi che serviranno a compensare il ridotto gettito impositivo delle micro-aziende che operano nella Zona franca. Chiaro, dunque, che se le imprese aventi diritto a saranno tante, dovranno dividersi “briciole”. «I finanziamenti non sono granché, ma è comunque un’occasione», hanno, non a caso, ripetuto il presidente della Provincia e i sindaci di Massa e Carrara che ieri hanno annunciato il definitivo inserimento del territorio apuano tra le aree Zfu.
A quanto ammonteranno i benefici fiscali per le imprese è, al momento, una stima impossibile da fare. Nel 2008 sono state circa 300 le piccole aziende nate nel territorio compreso nella zona franca. Se fossero soltanto queste quelle ammesse ai benefici, avrebbero circa 17mila euro di sgravi in due anni. Che non è poco. Ma è inevitabile prevedere che il numero di richieste sarà ben maggiore e che, quindi, l’importanza delle agevolazioni diminuirà in proporzione al numero di aziende beneficiate. Soltanto con la emanazione dei decreti attuativi da parte del governo per definire le procedure di accesso alle agevolazioni, si saprà con maggiori dettagli come e quanti soldi andranno alle piccole imprese. E soltanto in futuro si potrà sapere se le Zone franche saranno ri-finanziate o no. Per ora (è scritto nella Finanziaria), si sa che i benefici riguarderanno piccole e micro imprese che hanno iniziato (o inizieranno) la loro attività tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 nell’area compresa nella Zfu. L’esenzione dalle imposte sui redditi sarà calcolata fino a un tetto di 100mila euro di reddito annuale (con una maggiorazione di 5mila euro per ogni nuovo assunto).
L’esenzione dall’Irap sarà calcolata fino a un valore della produzione di 300mila euro; mentre l’esenzione dall’Ici riguarda, ovviamente, solo gli immobili usati dall’impresa che si trovano nel perimetro della Zona franca. L’esonero dal versamento dei contributi per i dipendenti, infine, varrà solo per personale assunto a tempo indeterminato (o a tempo determinato ma con contratto di almeno 12 mesi) e a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nella Zfu. Ammesse agli sgravi saranno le piccole e micro imprese. Vale a dire attività economiche con meno di 15 dipendenti. Con alcune significative esclusioni: niente agevolazioni per imprese del trasporto su strada, siderurgiche, cantieri, aziende che costruiscono automobili o fibre tessili artigianali. Ma dov’ è la Zfu, qual è l’area «franca» dove si pagheranno meno tasse? Sia Carrara, sia Massa hanno scelto zone particolari del loro territorio, che si estendono fino a comprendere un’area abitata da circa 29mila persone.
Carrara ha individuato la sua area no tax nel territorio che si estende sulle sponde del Carrione (con i laboratori e le segherie che vi sorgono accanto) la zona dell’Aurelia, da viale Galilei alla ex Fibronit; l’area di Avenza, da viale Zaccagna a via Ilice. Massa, invece, ha disegnato una Zfu che comprende la Zona industriale, allargata alle aree “di bordo”, andando da via Tinelli fino a Codupino, e dalla fascia pedecollinare, immediatamente a ridosso dell’Aurelia, fino alle aree subito a mare dell’autostrada. Aree in gran parte sovrapponibili a quelle del Sin, ossia al territorio da sottoporre a bonifica. Anche questo un problema. Perché senza la bonifica, in quella zona potranno sì nascere nuovi negozi o attività del terziario, ma più difficilmente vi si potranno insediare imprese di tipo industriale con impianti per realizzare i quali occorre scavare nel terreno.
A quanto ammonteranno i benefici fiscali per le imprese è, al momento, una stima impossibile da fare. Nel 2008 sono state circa 300 le piccole aziende nate nel territorio compreso nella zona franca. Se fossero soltanto queste quelle ammesse ai benefici, avrebbero circa 17mila euro di sgravi in due anni. Che non è poco. Ma è inevitabile prevedere che il numero di richieste sarà ben maggiore e che, quindi, l’importanza delle agevolazioni diminuirà in proporzione al numero di aziende beneficiate. Soltanto con la emanazione dei decreti attuativi da parte del governo per definire le procedure di accesso alle agevolazioni, si saprà con maggiori dettagli come e quanti soldi andranno alle piccole imprese. E soltanto in futuro si potrà sapere se le Zone franche saranno ri-finanziate o no. Per ora (è scritto nella Finanziaria), si sa che i benefici riguarderanno piccole e micro imprese che hanno iniziato (o inizieranno) la loro attività tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 nell’area compresa nella Zfu. L’esenzione dalle imposte sui redditi sarà calcolata fino a un tetto di 100mila euro di reddito annuale (con una maggiorazione di 5mila euro per ogni nuovo assunto).
L’esenzione dall’Irap sarà calcolata fino a un valore della produzione di 300mila euro; mentre l’esenzione dall’Ici riguarda, ovviamente, solo gli immobili usati dall’impresa che si trovano nel perimetro della Zona franca. L’esonero dal versamento dei contributi per i dipendenti, infine, varrà solo per personale assunto a tempo indeterminato (o a tempo determinato ma con contratto di almeno 12 mesi) e a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nella Zfu. Ammesse agli sgravi saranno le piccole e micro imprese. Vale a dire attività economiche con meno di 15 dipendenti. Con alcune significative esclusioni: niente agevolazioni per imprese del trasporto su strada, siderurgiche, cantieri, aziende che costruiscono automobili o fibre tessili artigianali. Ma dov’ è la Zfu, qual è l’area «franca» dove si pagheranno meno tasse? Sia Carrara, sia Massa hanno scelto zone particolari del loro territorio, che si estendono fino a comprendere un’area abitata da circa 29mila persone.
Carrara ha individuato la sua area no tax nel territorio che si estende sulle sponde del Carrione (con i laboratori e le segherie che vi sorgono accanto) la zona dell’Aurelia, da viale Galilei alla ex Fibronit; l’area di Avenza, da viale Zaccagna a via Ilice. Massa, invece, ha disegnato una Zfu che comprende la Zona industriale, allargata alle aree “di bordo”, andando da via Tinelli fino a Codupino, e dalla fascia pedecollinare, immediatamente a ridosso dell’Aurelia, fino alle aree subito a mare dell’autostrada. Aree in gran parte sovrapponibili a quelle del Sin, ossia al territorio da sottoporre a bonifica. Anche questo un problema. Perché senza la bonifica, in quella zona potranno sì nascere nuovi negozi o attività del terziario, ma più difficilmente vi si potranno insediare imprese di tipo industriale con impianti per realizzare i quali occorre scavare nel terreno.
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