Ha saputo dalla tv che era infetto
Corrado Benzio
E ora la famiglia chiede che scenda il silenzio sulla vicenda
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MASSA. Può sembrare incredibile ma il primo paziente italiano colpito dal virus da influenza suina, ha scoperto questa sua sorta di record dalla televisione. Insomma prima ancora che i medici gli comunicassero la sua positività, lo aveva sentito in tv.
Questo non lo ha scosso più di tanto perchè sapeva già tutto. Che la sua situazione si stava evolvendo, che lui stava per essere dimesso, ma che si attendeva l’ultimo e decisivo test. Per il resto il baby-pensionato (molti si sono stupiti di un pensionato di 50 anni, ma può succedere anche se si lavora nel pubblico o semipibblico), è in buona condizione. Anche se sicuramente avrebbe fatto volentieri a meno di questo record nazionale. Soprattutto aspetta una cosa: di riabbracciare moglie e amici. Finora, in isolamento totale, ha potuto sfogarsi e consolarsi solo con gli infermieri-angeli del reparto malattie infettive di Massa. «L’ho scampata bella» ripeteva ai sanitari.
Al medico di famiglia, il dottor Andrea Negrari, che invece lo aveva «intercettato» ha ripetuto con insistenza che: «In Messico non c’era il can can che c’è qui in Italia». Tornato da Città del Messico dove era stato in vacanza dal figlio 22enne, ha scoperto di non stare bene, ma soprattutto che il Messico, già famoso per la maledizione di Montezuma (una dissenteria totale che prende i turisti), ora era tristemente famoso come il paese degli «untori» della febbre suina. Con la sua vicenda, fin dal mezzogiorno di ieri, i telegiornali hanno aperto i sommari, ovvero hanno dato il primo caso di influenza suina come prima notizia.
Questo non lo ha scosso più di tanto perchè sapeva già tutto. Che la sua situazione si stava evolvendo, che lui stava per essere dimesso, ma che si attendeva l’ultimo e decisivo test. Per il resto il baby-pensionato (molti si sono stupiti di un pensionato di 50 anni, ma può succedere anche se si lavora nel pubblico o semipibblico), è in buona condizione. Anche se sicuramente avrebbe fatto volentieri a meno di questo record nazionale. Soprattutto aspetta una cosa: di riabbracciare moglie e amici. Finora, in isolamento totale, ha potuto sfogarsi e consolarsi solo con gli infermieri-angeli del reparto malattie infettive di Massa. «L’ho scampata bella» ripeteva ai sanitari.
Al medico di famiglia, il dottor Andrea Negrari, che invece lo aveva «intercettato» ha ripetuto con insistenza che: «In Messico non c’era il can can che c’è qui in Italia». Tornato da Città del Messico dove era stato in vacanza dal figlio 22enne, ha scoperto di non stare bene, ma soprattutto che il Messico, già famoso per la maledizione di Montezuma (una dissenteria totale che prende i turisti), ora era tristemente famoso come il paese degli «untori» della febbre suina. Con la sua vicenda, fin dal mezzogiorno di ieri, i telegiornali hanno aperto i sommari, ovvero hanno dato il primo caso di influenza suina come prima notizia.
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