Il Tirreno

Premio di anzianità e più soldi per la mensa

«Il comparto tiene», e così i sindacati vogliono un nuovo fisso annuale

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CARRARA. La costituzione di una scuola formativa «tipo Cava Scuola» per i lavoratori del marmo; l’introduzione di un «premio annuale di anzianità»; rivalutazione del Premio di risultato fermo dal 1996 e innalzamento dei valori economici legati a export, infortuni e assiduità lavorativa. Sono alcune delle proposte sindacali contenute nella piattaforma di rinnovo del contratto integrativo provinciale (solo Massa-Carrara, e non Versilia) scaduto il 31 dicembre 2007. La piattaforma è stata presentata all’Associazione industriali dai rappresentanti di Fillea Cgil (Francesco Bertolucci e Roberto Venturini), Feneal Uil (Francesco Fulignani) e Filca Cisl (Roberto Seghetti). Le proposte sindacali saranno esaminate da Assindustria per il confronto che avverrà nei prossimi giorni. Nella piattaforma provinciale del marmo si punta su «esigenze ineludibili e comuni, fra mondo del lavoro e mondo delle imprese: la scelta produttiva della filiera, del marchio di certificazione, della lavorazione in loco dei materiali, dell’innalzamento e la diffusione delle professionalità e della managerialità, del graduale superamento della frammentazione dimensionale, degli investimenti sulle lavorazioni qualitative».

«Consideriamo profondamente sbagliato - dicono i sindacati - continuare a credere che alcune pratiche produttive di corto respiro siano quelle risolutive, quali l’estrazione incontrollata, con la conseguente svendita del materiale ed irreversibile danno all’ambiente, o l’affidare una presunta centralità al commercio delle scaglie, ignorando che tale attività non produce né sviluppo né occupazione diffusi, ma svilimento dei materiali e pesanti ricadute ambientali e di traffico stradale. Infine, l’esempio peggiore, quello basato sul taglio dei diritti e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per recuperare margini economici a danno della salute e della tutela dei lavoratori». «Gli incrementi della produttività passano a nostro avviso, da investimenti sulla formazione e la professionalità, piuttosto che da precarietà occupazionale ed orari di lavoro incontrollati, le nostre proposte sono indirizzate ad affrontare seriamente queste tematiche, con l’obiettivo di tornare ad attrarre i giovani al lavoro lapideo, associando a questo obbiettivo misure per i lavoratori più deboli della filiera».

L’analisi sindacale è che il rinnovo contrattuale, avviene in un momento in cui «la congiuntura economica presenta alcune difficoltà, in particolare nell’attività di segagione del granito, ma siamo distanti dalle situazioni di crisi che il settore ha subito nel periodo 2000/2004. Le imprese che hanno investito in innovazione di processo e di prodotto, che che si sono date una struttura organizzativo-commerciale più dinamica; le imprese di escavazione che hanno puntato sulla qualità del prodotto estratto, più che a far cassa sgretolando il monte, si sono stabilizzate e guardano al futuro con maggior tranquillità. I dati del Distretto relativi all’export degli ultimi tre anni sono complessivamente positivi». Quindi secondo i sindacati apuani c’è una «tenuta complessiva del sistema d’imprese provinciale che consente un rinnovo contrattuale dignitoso per tutti i lavoratori».

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