Il Tirreno

Incarichi, spesi 269mila euro «esperti» anche per i colloqui

Claudio Figaia

Angeli e Parrini: mancano le risorse interne e a pagare è quasi sempre l'Unione europea

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MASSA. Seimila euro per una consulenza di «controllo delle attività in itinere e gestione dei rapporti con i soggetti beneficiari» che non si capisce bene cosa voglia dire. 26 e 800 per pagare qualcuno che faccia «colloqui con gli apprendisti» e anche 4.351 euro per visite mediche. Nel mare magnun delle spese per consulenze e incarichi esterni della Provincia, 269mila euro (nel 2006), c’è anche questo. «Centinaia di migliaia di euro speso per attività tranquillamente esercitabili dal personale in servizio. Come quelli impiegati per “ supporto attività di segreteria “ “informatizzazione urbanistica varia” oppure per la “comunicazione istituzionale”, rincara la dose la Cisl (vedi articolo qui sotto). Ma a Palazzo ducale non si scompongono: nessuno spreco, i costi di incarichi e consulenze sono necessari e dal 2006 a oggi sono stati sensibilmente ridotti. Inoltre, le cifre diffuse sul sito web “funzionepubblica.it” sono a volte fuorvianti, rispondono dall’amministrazione provinciale. «Bisogna fare chiarezza su questo settore», dicono in corso Osvaldo Angeli, presidente della Provincia; e Raffaele Parrini, assessore alle Politiche del lavoro e alla Formazione professionale.

Bisogna, cioè, mettere in evidenza, spiegano, che una parte cospicua di questi incarichi - tutti quella che si riferiscono alla formazione, alle politiche del lavoro e dell’occupazione - sono finanziati da fondi europei, che vengono erogati alla Provincia. E l’Unione europea prevede espressamente che per svolgere quelle attività ci si debba rivolgere a personale esterno all’amministrazione. «Questi incarichi afferenti al settore politiche del lavoro - chiarisce meglio Parrini - vengono affidati tramite bandi pubblici, per cui non ci sono discrezionalità nelle assegnazioni. Sono finalizzati a progetti del Centro per l’impiego e sono finanziati da un fondo sociale europeo. Si tratta di consulenze necessarie pechè consentono al Centro per l’impiego di funzionare, senza di esse non potrebbero essere garantiti i servizi agli sportelli e tutte le altre attività del centro». Compresi i colloqui con gli apprendisti? «Compresi quelli». In altre parole - chiosa il presidente Angeli - «quei fondi possono essere utilizzati soltanto per questi obiettivi. E solo affidandoli a professionalità esterne. Non si può fare altrimenti: non sarebbe possibile impiegare personale della Provincia in queste attività.

È l’Europa a stabilirlo, non noi». Restano le altre attività “esternalizzate” che - secondo i sindacati - potrebbero essere svolte dai dipendenti di palazzo ducale. «Ma anche su questo - dicono Angeli e Parrini - occorre stare attenti: ci sono consulenze di competenza, diciamo politico-fiduciaria, come quella dello staff della presidenza. Ci sono poi (e sono la maggior parte) incarichi che vengono assegnati dai dirigenti della Provincia a persone esterne all’ente per il raggiungimento di specifici obiettivi o particolari esigenze quando non vi sono all’interno del personale professionalità in grado di svolgere quegli incarichi». Sarebbe questo il caso, ad esempio, degli incarichi per l’informatizzazione della documentazione dei Piani strutturali e dei regolamenti urbanistici». E poi, dicono in Provincia, negli elenchi del ministero ci sono anche, considerate come consulenze, le visite mediche per il personale previste dalla legge 626 (sulla sicurezza sui posti di lavoro). «Visto che non abbiamo un medico in organico, che cosa dovevamo fare?»

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