Il Tirreno

Chiude la biglietteria ferroviaria, guerra in città

Maurizio Centini
Chiude la biglietteria ferroviaria, guerra in città

Il sindaco chiama tutti a raccolta e guida la lotta per evitare l'ennesimo taglio

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MASSA. Un altro colpo di scure delle Fs si sta per abbattere sulla stazione di Massa Centro: la biglietteria verrà chiusa. Definitivamente. Con tutto quello che di negativo ne consegue in termini di immagine e di disagio per i viaggiatori. Le Ferrovie hanno infatti deciso che quella di Massa sarà tra le 29 biglietterie italiane che dovrà chiudere i battenti in nome della necessità di ridurre le spese e di non far cadere il bilancio aziendale ai livelli di quello di Alitalia. La notizia è un'altra legnata sulla testa dei massesi. Ma se per il pubblico è nefastamente nuova, non lo è invece affatto per i sindacati di categoria.
 Inoltre la notizia ha scatenato una vera rivolta sia a livello politico che istituzionale. Infatti in queste ore si sta compattando un fronte che comprende partiti e personaggi politici, con il sindaco Pucci in testa, prefettura ed enti locali, parlamentari, sindacati. Ma andiamo per ordine.
 Il fatto. Le Ferrovie vogliono chiudere - e la decisione è già presa - 29 biglietterie di altrettante stazioni italiane. Per la Toscana, la scure è caduta su Massa. Il motivo di tale decisione risiede nella necessità di fare economie di bilancio e si sono perciò scelte le biglietterie che per le Fs sono meno produttive.
 Il precedente. Nei giorni scorsi i sindacati dei trasporti avevano avuto un incontro a Firenze proprio su questo spinoso argomento e, come ha riferito Guerrino Baldi, segretario dell'Ust-Cisl, sindacati, Regione e Ferrovie si erano lasciati con l'accordo di lasciare la situazione delle biglietterie così come stava finché non fosse giunta la decisione da Roma sui tagli.
 La situazione. Si è saputo da Baldi, che la biglietteria della stazione di Massa era passata intanto da 24 turni settimanali di apertura a 18. Il che significava meno ore di apertura dello sportello, anche se il personale e il suo utilizzo restavano invariati.
 Le cifre. La biglietteria di Massa incassa attualmente circa 3 milioni di euro all'anno, con una emissione di 400 tagliandi di viaggio - sia regionali che nazionali e internazionali - per ciascun operatore e per ciascun turno. Insomma, una stazione che fa un buon incasso.
 L'obiettivo Fs. Le Ferrovie hanno calcolato che una biglietteria è produttiva e può sopravvivere solo se incassa più di 3 milioni annui con i soli tagliandi di viaggio nazionali, quindi Massa non rientra nel livello-salvezza.
 Il sindaco. Pucci, interpellato in merito al progetto espresso dalle Ferrovie dello Stato di chiudere del tutto e per sempre la biglietteria della stazione di Massa Centro, si è dichiarato «assolutamente contrario a una simile iniziativa che penalizzerebbe pesantemente tutta la città». Il sindaco ha ricordato che siamo una zona «degradata e bisognosa quindi di riprendersi e di rilanciarsi, non certo di vedersi tagliati altri rami e opportunità». Quindi Pucci ha espresso l'augurio «che le Ferrovie ci ripensino e che possano tornare su decisioni che purtroppo sembrano già prese».
 La battaglia. Pucci non conta certo di stare con le mani in mano aspettando un improbabile ripensamento delle Fs. E siccome la miglior difesa è l'attacco, passa subito alla messa in pratica di una contromossa, chiamando a raccolta "alleati" che non potranno sottrarsi ai loro doveri nei confronti della popolazione apuana: i parlamentari eletti nella circoscrizione.
 Tavolo di concertazione. Cosa conta di fare il sindaco? Intanto chiede pubblicamente a deputati e senatori della provincia di «attivarsi immediatamente a livello governativo». Ma l'azione, secondo Pucci, deve partire da qui ed essere mirata. Quindi, aggiunge il sindaco, «li invito fin d'ora a un tavolo di concertazione per studiare una strategia il più efficace possibile per contrastare questo ennesimo taglio alla nostra stazione ferroviaria, che la degraderebbe completamente e definitivamente».
 Altri alleati. La prefettura, avverte Baldi, sarà dalla parte di chi vuole che la biglietteria sopravviva: «Il prefetto ci aveva a suo tempo promesso il suo interessamento». Così come, sono convinti tutti, anche la Provincia non potrà che allinearsi con chi non vuole questo ulteriore passo indietro di Massa.

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