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Situazione esplosiva fra Angeli e Pdl
Vita: «Strali che non scalfiscono Bondi». Dura critica di Barani
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MASSA. Lo scontro politico da caldo è diventato caldissimo dopo l'arrivo, venerdì scorso, del numero due di Fi, Sandro Bondi, a palazzo Ducale. Osvaldo Angeli, candidato del Pd (appoggiato da Idv e partito socialista) per il mandato bis alla presidenza della provincia, sostiene: «Non ho mai affermato che Bondi sia un fascista, anzi, secondo il mio personale giudizio, Sandro Bondi non era assolutamente a conoscenza dei fatti che hanno portato a forzare l'entrata non autorizzata nella Sala della Resistenza. Ma per regolamento interno della nostra Provincia la Sala della Resistenza può essere concessa solo per scopi istituzionali dell'Ente oppure per occasioni altrettanto istituzionali, ad esempio la visita del Presidente della Camera, recentemente avvenuta». Gli risponde Silvio Vita del coordinamento provinciale di Fi: «La personalità e il prestigio di Sandro Bondi, sia a livello nazionale che locale, sono ben al di sopra», dice Vita, degli strali lanciati da Angeli. «Bondi, come i pretori di romana memoria, non si cura de minimis. Può solo sorridere per la pubblicità gratuita, e ringraziare sentitamente».
Angeli spiega: «Ad alcuni Consiglieri del centro destra che avevano richiesto una sala per una conferenza stampa, era stata concessa, dal Presidente del Consiglio, la sala retroconsiliare; la Sala della Resistenza era, quindi, chiusa e non dotata di amplificazione audio proprio perché per un'iniziativa politica non può essere concessa. Nonostante questo, qualcuno, ha ritenuto che si potessero non rispettare le regole che le istituzioni si sono date e che si potesse forzare una serratura per entrare in una sala senza essere autorizzati a farlo».
«Venuto, quindi, a conoscenza di tale fatto, assolutamente ingiustificabile, - continua Osvaldo Angeli nella sua nota - mi sono recato presso Palazzo Ducale per accertarmi ancora meglio dell'accaduto e mentre mi trovavo nel cortile del Palazzo, incrociando alcune persone che uscivano dall'incontro, tra le quali anche alcune di mia conoscenza, ho detto loro che quello che era stato fatto era un gesto "fascista", nel senso di un gesto, anche simbolico, di "forzatura" e di "rottura" delle nostre regole e delle nostre leggi; non ho, invece, assolutamente pronunciato la frase che mi viene attribuita dalla stampa ( la frase incriminata il presidente Angeli l'ha declamata a due giornalisti presenti, citando Sandro Bondi, ndr), cioè, "Bondi è un fascista", anzi non ho mai citato il nome di Bondi, che, per quanto posso immaginare, non era assolutamente a conoscenza della questione». «Ciò detto - conclude Angeli - mi auguro che questa campagna elettorale si possa svolgere con serenità e nel pieno rispetto della legalità, interessando tutti i cittadini e gli elettori ai programmi ed alle volontà amministrative che ogni candidato saprà mettere in campo».
Ma Silvio Vita incalza: «Alla mesta caduta degli angeli all'inferno di biblica memoria se ne aggiunge ora un altro nella nostra provincia, anche se di caratura non comparabile. Ringraziamo Angeli per le sue delicatezze, e se non ha altre frecce al suo arco continui pure a spanderne a piacere di queste». «D'altronde non potendo proporre all'elettorato niente altro di concreto che tavoli di concertazione, tavoli per l'unione, quelli per il pasl, quelli con la regione e tutti gli altri che vuole lui, è giusto concedergli anche di ritirare fuori dalla naftalina i tavoli vetero-comunisti bolscevichi, stalinisti leninisti».
E interviene, contro Angeli, anche il deputato del Nuovo Psi, Lucio Barani.
«Il presidente della provincia uscente Osvaldo Angeli ha inaugurato la sua campagna per la personale sopravvivenza politica ed amministrativa con un attenggiamento di inqualificabile squallore civico. Uno dei valori più alti della democrazia è il principio dell'accoglienza nei confronti di chi è ospite, di chi è diverso, di chi esprime principi ed ideali non condivisi o concorrenti». Barani racconta di avere personalmente chiamato Angeli per chiedergli ospitalità a Palazzo Ducale nella sala della Resistenza a nome dell'On. Bondi per i componenti e simpatizzanti della sua lista. E alle proteste per avere ricevuto un diniego, «Angeli ha risposto con una concessione subordinata: la saletta dei gruppi consiliari, un piccolo locale che io - dice Barani - ritenevo inadeguato. Infatti all'appuntamento con l'On. Bondi e con i suoi componenti della lista denominata «Il Popolo della Libertà», come avevo previsto, sono venute circa 200 persone. Era impensabile entrare nel locale assegnatoci dal presidente. Nell'incertezza sul da farsi, abbiamo scoperto una entrata laterale di libero accesso al salone della Resistenza, per la sua ampiezza idoneo a ricevere tante persone e sede abitualmente concessa per convegni, conferenze, incontri politici. Per un attimo ho pensato ad un accorgimento di favore, trovato informalmente ad Angeli». Ma, racconta ancora Barani, nel locale «sono venuti gli operatori della Digos».
Il Pdl della Lunigiana tramite il coordinatore Renzo Martelloni, da Aulla, interviene esprimndo altre critiche ad Angeli, dichiarandosi «offeso».
«A seguito della richiesta di una sala per la presentazione della candidatura dell'On. Sandro Bondi all'interno del Palazzo Ducale, l'Amministrazione Angeli aveva concesso solo la piccola sala di riunione dei Capigruppo consiliari. All'evento si sono presentate alcune centinaia di persone che, ignare di tutto, vista la porta della Sala Consiliare aperta, si sono accomodate, obbligando così gli organizzatori a far parlare il candidato in quella sede».
La tensione che ne è derivata, dimostra, secondo Martelloni, «lo stato di nervosismo e paura che ha invaso il popolo di centro sinistra con la candidatura del Segretaro nazionale del più grande partito italiano. Invece di far polemica astiosa sugli interventi dell'On. Bondi a favore del nostro territorio, che sono stati comunque innumerevoli e in vari settori, ci dica il Presidente Angeli cosa ha fatto lui con la sua amministrazione e che cosa hanno fatto le amministrazioni provinciali di sinistra negli ultimi trent'anni. Ci spieghi perché un territorio ricco di così grandi potenzialità come il nostro, sia costantemente agli ultimi posti nelle classifiche nazionali e regionali. Siamo stufi di assistere alle continue lotte di palazzo di questa sinistra». E conclude: «E' ora di dare risposte concrete a quelle famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, che chiedono maggiore attenzione sul tema della sicurezza, dei rifiuti, della viabilità, del turismo e delle infrastrutture».
Il Coordinamento del Popolo della libertà «esprime il suo ringraziamento all'Oorevole Sandro Bondi per la sua disponibilità a candidarsi in questa provincia. Così facendo dà speranza a tutte le persone, che credono nei valori della democrazia, di un cambiamento di indirizzo politico per un futuro diverso del nostro territorio».
Angeli spiega: «Ad alcuni Consiglieri del centro destra che avevano richiesto una sala per una conferenza stampa, era stata concessa, dal Presidente del Consiglio, la sala retroconsiliare; la Sala della Resistenza era, quindi, chiusa e non dotata di amplificazione audio proprio perché per un'iniziativa politica non può essere concessa. Nonostante questo, qualcuno, ha ritenuto che si potessero non rispettare le regole che le istituzioni si sono date e che si potesse forzare una serratura per entrare in una sala senza essere autorizzati a farlo».
«Venuto, quindi, a conoscenza di tale fatto, assolutamente ingiustificabile, - continua Osvaldo Angeli nella sua nota - mi sono recato presso Palazzo Ducale per accertarmi ancora meglio dell'accaduto e mentre mi trovavo nel cortile del Palazzo, incrociando alcune persone che uscivano dall'incontro, tra le quali anche alcune di mia conoscenza, ho detto loro che quello che era stato fatto era un gesto "fascista", nel senso di un gesto, anche simbolico, di "forzatura" e di "rottura" delle nostre regole e delle nostre leggi; non ho, invece, assolutamente pronunciato la frase che mi viene attribuita dalla stampa ( la frase incriminata il presidente Angeli l'ha declamata a due giornalisti presenti, citando Sandro Bondi, ndr), cioè, "Bondi è un fascista", anzi non ho mai citato il nome di Bondi, che, per quanto posso immaginare, non era assolutamente a conoscenza della questione». «Ciò detto - conclude Angeli - mi auguro che questa campagna elettorale si possa svolgere con serenità e nel pieno rispetto della legalità, interessando tutti i cittadini e gli elettori ai programmi ed alle volontà amministrative che ogni candidato saprà mettere in campo».
Ma Silvio Vita incalza: «Alla mesta caduta degli angeli all'inferno di biblica memoria se ne aggiunge ora un altro nella nostra provincia, anche se di caratura non comparabile. Ringraziamo Angeli per le sue delicatezze, e se non ha altre frecce al suo arco continui pure a spanderne a piacere di queste». «D'altronde non potendo proporre all'elettorato niente altro di concreto che tavoli di concertazione, tavoli per l'unione, quelli per il pasl, quelli con la regione e tutti gli altri che vuole lui, è giusto concedergli anche di ritirare fuori dalla naftalina i tavoli vetero-comunisti bolscevichi, stalinisti leninisti».
E interviene, contro Angeli, anche il deputato del Nuovo Psi, Lucio Barani.
«Il presidente della provincia uscente Osvaldo Angeli ha inaugurato la sua campagna per la personale sopravvivenza politica ed amministrativa con un attenggiamento di inqualificabile squallore civico. Uno dei valori più alti della democrazia è il principio dell'accoglienza nei confronti di chi è ospite, di chi è diverso, di chi esprime principi ed ideali non condivisi o concorrenti». Barani racconta di avere personalmente chiamato Angeli per chiedergli ospitalità a Palazzo Ducale nella sala della Resistenza a nome dell'On. Bondi per i componenti e simpatizzanti della sua lista. E alle proteste per avere ricevuto un diniego, «Angeli ha risposto con una concessione subordinata: la saletta dei gruppi consiliari, un piccolo locale che io - dice Barani - ritenevo inadeguato. Infatti all'appuntamento con l'On. Bondi e con i suoi componenti della lista denominata «Il Popolo della Libertà», come avevo previsto, sono venute circa 200 persone. Era impensabile entrare nel locale assegnatoci dal presidente. Nell'incertezza sul da farsi, abbiamo scoperto una entrata laterale di libero accesso al salone della Resistenza, per la sua ampiezza idoneo a ricevere tante persone e sede abitualmente concessa per convegni, conferenze, incontri politici. Per un attimo ho pensato ad un accorgimento di favore, trovato informalmente ad Angeli». Ma, racconta ancora Barani, nel locale «sono venuti gli operatori della Digos».
Il Pdl della Lunigiana tramite il coordinatore Renzo Martelloni, da Aulla, interviene esprimndo altre critiche ad Angeli, dichiarandosi «offeso».
«A seguito della richiesta di una sala per la presentazione della candidatura dell'On. Sandro Bondi all'interno del Palazzo Ducale, l'Amministrazione Angeli aveva concesso solo la piccola sala di riunione dei Capigruppo consiliari. All'evento si sono presentate alcune centinaia di persone che, ignare di tutto, vista la porta della Sala Consiliare aperta, si sono accomodate, obbligando così gli organizzatori a far parlare il candidato in quella sede».
La tensione che ne è derivata, dimostra, secondo Martelloni, «lo stato di nervosismo e paura che ha invaso il popolo di centro sinistra con la candidatura del Segretaro nazionale del più grande partito italiano. Invece di far polemica astiosa sugli interventi dell'On. Bondi a favore del nostro territorio, che sono stati comunque innumerevoli e in vari settori, ci dica il Presidente Angeli cosa ha fatto lui con la sua amministrazione e che cosa hanno fatto le amministrazioni provinciali di sinistra negli ultimi trent'anni. Ci spieghi perché un territorio ricco di così grandi potenzialità come il nostro, sia costantemente agli ultimi posti nelle classifiche nazionali e regionali. Siamo stufi di assistere alle continue lotte di palazzo di questa sinistra». E conclude: «E' ora di dare risposte concrete a quelle famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, che chiedono maggiore attenzione sul tema della sicurezza, dei rifiuti, della viabilità, del turismo e delle infrastrutture».
Il Coordinamento del Popolo della libertà «esprime il suo ringraziamento all'Oorevole Sandro Bondi per la sua disponibilità a candidarsi in questa provincia. Così facendo dà speranza a tutte le persone, che credono nei valori della democrazia, di un cambiamento di indirizzo politico per un futuro diverso del nostro territorio».
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