Il Tirreno

in cava si muore

Cordoglio e indignazione nel mondo sindacaledopo la morte di Gian Paolo Sancini

Eleonora Giovinazzo

Cobas-Marmo furibondi: «Il corpo era all’obitorio in un sacco nero»

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«È dura, è dura, è dura». Il segretario provinciale della Feneal-Uil, Francesco Fulignani, ha difficoltà - come tutti, del resto - a commentare la morte di un amico oltre che di un lavoratore conosciuto e stimato in tutto l’ambiente del marmo. La reazione a caldo dei sindacati all’ennesima sciagura nelle cave è di rabbia e dolore, prima ancora che di denuncia.

Ma i Cobas attaccano: «Alle 11 di ieri ci ha raggiunto una telefonata con la quale ci è stato riferito che il corpo dello sfortunato cavatore giaceva all’interno dell’obitorio di Massa, sistemato dentro a un sacco nero - dice Giovanni Pedrazzi - La cosa, non solo ha fatto imbestialire i familiari di Salini, ma anche noi Cobas-Marmo, in quanto un caduto sul lavoro merita rispetto alla stessa stregua di una persona in vita. Esistono celle frigorifero e banchi di marmo dove è possibile collocare i defunti in attesa del medico e di altre autorità preposte a lasciare il nulla osta ai familiari per i funerali». Ma i Cobas non sono gli unici a indignarsi.

«Due gravissimi casi di incidenti sul lavoro hanno gettato un velo luttuoso sulla nostra provincia - commenta il vice capogruppo alla Camera di Italia dei Valori, Fabio Evangelisti - Una realtà scandalosa continua a caratterizzare l’ambito lavorativo dell’Italia, mentre le istituzioni e la politica restano impantanate nelle bagarre autoreferenziali della creazione di nuovi soggetti politici. Esprimo piena solidarietà alla famiglia. L’auspicio è che queste ennesime tragiche vicende rappresentino per il mondo della politica e degli amministratori locali un chiaro monito ad agire concretamente in favore di una politica organica di tutela e garanzia dei lavoratori, attraverso un monitoraggio capillare e costante che sanzioni in maniera efficace e tempestiva le imprese in difetto», conclude Evangelisti.

«Conoscevamo molto bene Gianpaolo, è sempre stato un nostro amico e una persona vicinissima al sindacato - racconta, molto scosso per il tragico avvenimento Francesco Fulignani - Noi ripetiamo continuamente che la vita è più importante di tutto, ci battiamo sempre per la sicurezza sul posto di lavoro. Non bisogna mai abbassare la guardia e le attenzioni non sono mai sufficienti. Da poco il ragazzo si era messo in proprio, aveva aperto una cava con altri due soci. Aveva una gran voglia di fare, di lavorare, di migliorare, di crescere. Ci stringiamo attorno alla moglie e ai due figli».

E le condoglianze arrivano inoltre da Cgil, Cisl e Uil: «L’esperienza di Gianpaolo era conosciuta da tutti, così come la passione che aveva nei confronti di quel lavoro che oggi ce lo ha portato via. Vogliamo ricordarlo come un amico con tanta voglia di vivere e di provare, come tanti operai, a darsi una nuova possibilità aprendo una propria attività con la speranza di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle della famiglia - dicono i sindacati. - La memoria ci riporta a un momento particolare di questa sua non lunga vita lavorativa e in particolare all’anno 2000, quando assieme ad altri suoi colleghi di lavoro idearono quell’iniziativa, conosciuta da tutti, il “Calendario degli Spartani”, iniziativa che ebbe una eco nazionale e che vide i proventi raccolti devoluti per volontà dei lavoratori stessi all’Ospedale Pediatrico Apuano. Esprimiamo il nostro più sentito e profondo cordoglio alla famiglia e invitiamo tutti i lavoratori a partecipare al funerale di Gianpaolo».

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