Italia
«Paziente infartuato rifiutato a Pontremoli e morto in ambulanza»
Forza Italia provinciale riporta due recenti morti “sospette”. E chiedono: «Il pronto soccorso dell’ospedale è aperto?»
Pontremoli. Denuncia di Forza Italia provinciale di due casi di pazienti morti in ambulanza, uno dei due - secondo il partito - sulla strada per raggiungere il Noa a seguito di un rifiuto del ricovero al pronto soccorso di Potremoli. Il Tirreno ha chiesto chiarimenti sulla vicenda all’Usl Toscana Nord Ovest, ma nella giornata di martedì 31 marzo anche a causa dell’emergenza non è stata fornita alcuna riposta. Per ora la gran parte dello sforzo sanitario è concentrato sul Coronavirusa ma, dicono da Forza Italia «si muore anche di altro, in questi momenti drammatici.
È normale, purtroppo, che accada, è meno normale, invece, che nell’accadere si apprenda di procedure assurde che regolerebbero in queste settimane gli accessi ai pronto soccorso degli ospedali della Lunigiana, tanto rendere possibile che alcuni di questi decessi (a casa o in ambulanza) possano essere considerati indirettamente causati dallo stesso coronavirus. Ce lo fanno capire due arresti cardiaci occorsi nell’arco di due giorni: uno a Pontremoli, l’altro ad Aulla. Entrambe le persone non ce l’hanno fatta e, sempre per entrambe, la diagnosi del personale del 118 intervenuto aveva fin da subito evidenziato gravi deficit cardiaci. In ambedue i casi la centrale operativa deve aver dato un ordine chiaro: quello di portare i pazienti al Noa».
Secondo il partito «Nel primo caso l’ambulanza ha imboccato al più presto la via per il casello autostradale, ma di lì a poco l’arresto cardiaco non ha lasciato scampo al malato, ben prima di arrivare al Noa. Nel secondo caso l’ambulanza ha ritenuto di provare a raggiungere l’Ospedale più vicino, quello di Pontremoli, per sfruttare il poco tempo a disposizione in casi del genere. Il paziente, ‘ripreso’ dal personale medico dopo un primo arresto, è arrivato lì vivo, ma è stato ‘respinto’ e dirottato al Noa dove è poi giunto esamine». Da qui la domanda: «il pronto soccorso di Pontremoli è aperto?». All’USl i forzisti rivolgono alcune domande: « Se il pronto soccorso è aperto – come dovrebbe e come ci hanno raccontato in queste settimane – perché non si è occupato di pazienti urgenti no-covid come quelli, per di più presi in carico dal 118? E se anche vi fossero stati dubbi sulla possibilità di compresenza su di essi di patologie covid-19, perché il proto soccorso non era attrezzato con un’area dedicata per tali verifiche, oltre che per prendersi cura dell’urgenza, prima di far affrontare un viaggio tanto lungo verso il Noa? E se è ‘chiuso’ perché invece accoglie regolarmente – come è giusto che sia – pazienti che privatamente si presentano senza l’ausilio del 118?». —
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