Il Tirreno

Imprese femminili: a Massa-Carrara dal 2010 ne sono sparite 449

La sede della Camera di Commercio a Carrara
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La sede della Camera di Commercio a Carrara

Lo studio della Camera di Commercio: è il peggior dato degli ultimi 16 anni. Ma in percentuale è al livello della Toscana

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Massa-Carrara. Sempre più difficile per le donne apuane fare impresa: a consuntivo 2019, sottolinea uno studio della Camera di Commercio, è stato ottenuto il peggior risultato degli ultimi 16 anni. « Abbiamo più volte rimarcato - si sottolinea nel commento relativo allo studio predisposto dall’ente camerale - che, durante gli anni della crisi economica, le attività femminili sono risultate quelle più vivaci, offrendo un contributo notevole per la ripresa, con un livello record raggiunto proprio nel corso del 2010, con la quota di 4.896 imprese attive. Successivamente si è verificato un andamento altalenante che dal 2014 è stato caratterizzato da un costante ridimensionamento del tessuto imprenditoriale femminile della provincia di Massa-Carrara».

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Il trend. E si aggiunge: «Tale tendenza ha ottenuto, a consuntivo 2019, 4.447 imprese femminili attive, il valore più basso degli ultimi 16 anni: si sono perse addirittura 449 aziende rispetto al valore massimo ottenuto nel 2010. La congiuntura dell’ultimo anno ha registrato un saldo negativo del -1,2% a Massa-Carrara, del -0,4% in Toscana e del -0,1% in Italia. Permane comunque un tasso di femminilizzazione del tessuto produttivo locale del 23,9%, valore uguale a quello regionale, ma superiore al 22,7% nazionale».

Il commercio. Lo studio mette in evidenza che «Osservando il peso delle attività femminili all’interno dei singoli settori notiamo che il livello di femminilizzazione maggiore si ha nel Commercio al dettaglio, 1.189 imprese, seguono le Altre attività di servizi di ristorazione, 480 unità, le Altre attività di servizi alle persone (452), Coltivazioni agricole (422), ecc.. Inoltre mettiamo in rilievo che l’11,3% delle imprese femminili apuane è anche giovanile, ossia diretta da donne con meno di 35 anni, valore superiore a quello medio regionale (10,4%), ma inferiore a quello nazionale (11,9%). Solo il 10,7% delle imprese femminile è anche a conduzione straniera, ovvero da donne non nate in Italia, con indici comunque distanti dal 16,7% della Toscana ed anche dall’11,1% dell’Italia. Mentre il 18,6% sono imprese femminili artigiane, in questo caso il valore coincide con quello medio nazionale (18,7%), ma è inferiore al 22,9% della media Toscana».

I ruoli. L’analisi dell’ente camerale si sofferma poi sui ruoli ricoperti dalle donne nelle imprese, dalla quale si evidenzia che «delle 12.184 cariche femminili presenti nel nostro territorio, la quota maggiore è rappresentata da donne proprietarie di azioni o quote aziendali, 3.421 unità, seguono le donne titolari d’azienda, 2.817, il socio accomandante o quello amministratore, e poi con un valore di 888 unità la figura di amministratore unico. Da segnalare il poco spazio per le giovani imprenditrici locali a causa di un difficile ricambio generazionale, come testimoniano le cariche femminili con meno di 30 anni, che risultano, sia per i titolari che per gli amministratori e soci, notevolmente minori rispetto alle cariche femminili con classe d’età superiore ai 70 anni. Prendendo invece in considerazione l’ambito delle professioni femminili possiamo evidenziare una presenza femminile nettamente inferiore rispetto a quella maschile nei ruoli degli Ingegneri (12,8% del totale), ed in quelli dei Commercialisti (27,4%). Valori che aumentano quando si passa agli Architetti (32,8%), Odontoiatri (31,2%), Notai (35,3%) e Medici (39,3%). I valori più elevati di presenza femminili sono stati riscontrati nella professione degli Avvocati, con un peso della componente femminile del 48,8% che diventa addirittura maggioritari se si prendono in considerazioni i soli Praticanti (58,5%)». «Alcune brevi considerazioni sono state effettuate anche esaminando la presenza femminile nei consigli comunali della provincia di Massa-Carrara. Tale presenza , con 77 consigliere donna su 243, ottiene un valore del 31,7%, un valore inferiore alla media regionale (32,8%) , ma superiore a quella nazionale (28,8%). Per quanto concerne invece i Sindaci, se ne contano solo 3 a livello provinciale, per un peso del 17,6% sul totale, in questo caso si tratta di un valore leggermente superiore sia alla media Toscana (17,2%) sia a quella nazionale (14,1%)». —

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