Il Tirreno

L'INCIDENTE

Autista investita sulle strisce al capolinea di Carrara: vogliamo più sicurezza e più autobus

Il casotto container che ospita gli autisti della Ctt Nord
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Il casotto container che ospita gli autisti della Ctt Nord

I sindacati lamentano il problema della collocazione del casotto vicino l'ospedale

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CARRARA. Nel container non ci volevano stare più. Non era una posa da schizzinosi o per comodità, lo avevano detto, era semplicemente un pericolo. A rischiare sono gli autisti che usciti dal loro casotto-container attraversano per salire sugli autobus e prendere servizio. Ed è così che mercoledì un’autista, una donna di 40 anni, mentre passava sulle strisce per montare sul suo mezzo è stata travolta in pieno. Un brutto scontro con un’auto che non è riuscita a fermarsi e per lei sono quaranta giorni di prognosi.

Si torna a parlare del problema dei trasporti in provincia e purtroppo dopo un brutto incidente a una lavoratrice. La pressione di lavoratori e sindacati aveva fatto sì che da quel casottino all’altro lato del marciapiede si fossero decisi a disegnare delle strisce pedonali, ma l’incidente dell’altro ieri dimostra che la situazione è troppo improvvisata per garantire la serenità e la sicurezza di chi lavora.

Sul tema intervengono compatte tre sigle sindacali - Faisa, Cgil e Uil - chiedendo una buona volta ascolto e un’attenzione maggiore a quello che è un servizio essenziale per la salute di una città. «La cosa più sconcertante - dicono dopo l’incidente i sindacalisti - è che sono anni che noi autisti stiamo vivendo una situazione di abbandono sia da parte dei comuni e dell'azienda perché il capolinea di Carrara all'ospedale doveva essere un capolinea di passaggio e ci si doveva trasferire alla nuova sede, chiamato Montecatini. A distanza di anni è rimasto un sogno con autisti che per sala hanno un container e gli utenti senza un bagno e cosa più sconcertante non esiste un ufficio informazioni e biglietteria».

Ma la situazione per i sindacati è critica anche sotto altri aspetti. Quelli del servizio vero e proprio. Durante questa settimana sono saltate delle corse, cinque dicono le sigle, destinata al servizio scolastico e che collegano i paesini di montagna con gli istituti. «Ogni giorno, come è successo il 30 ottobre, saltano turni. Il 30 sono saltati 5 turni di lavoro per mancanza di mezzi. La conseguenza è stata lasciare a piedi parecchi studenti e lavoratori, ora noi sindacati ci poniamo una domanda: ma come è possibile che sia il comune e provincia non si siano attivati per chiarire questa situazione con ctt nord dato che proprio la provincia dovrebbe vigilare chiedendo mensilmente all'azienda il resoconto delle corse non effettuate?».

Il meccanismo è quello dell’Avm (Automatic Vehicle Monitoring) un sistema di monitoraggio che controlla i chilometri percorsi e le corse effettuate voluto dalla Regione. Quel che si chiedono i sindacati in sostanza è: viene prima il servizio o il monitoraggio? «Se a fine anno si vede che con regolarità saltano delle corse bisogna intervenire. E non crediamo che le multe siano il modo di risolvere il problema», sostengono.

«Il problema sarebbe di facile soluzione se l'azienda mandasse a Massa autobus urbani da altri bacini per tamponare il problema senza tutte le volte usare la scusante della gara. L'azienda comunque ci ha comunicato che a gennaio entreranno in organico 4 autobus però extraurbani, che non risolveranno il problema delle corse saltate perché basta fare due conti per capire che il problema grosso è su quelle urbane. Mancano i mezzi ed è tempo di risolvere questa situazione», concludono Faisa, Cgil e Uil. —

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