Maya, in fuga da da Brooklyn per scoprire i colori di Barga
Parla l’artista americana autrice di molte stampe policrime nelle quali raffigura il borgo lucchese
BARGA. Colori brillanti, vividi, grande attenzione ai dettagli del centro storico e al paesaggio circostante, sono le caratteristiche delle stampe policrome in cui Maya Hardin raffigura Barga. L'artista newyorkese nata a Gerusalemme nel 1975 poi trasferitasi da piccola negli States da qualche anno racconta il suo amore per Barga con delicatezza simile a un sussurro, un soffio, eleganza ed elemento che chi la conosce sa rivedere nel suo carattere sempre gioioso, garbato, e sorridente. I lavori su New York, città dove vive e da cui fugge una volta l'anno per raggiungere in estate la “sua” amata Barga (quest'anno per la prima volta in autunno in modo da scoprire la città con i colori di questa stagione), sono diversi. Fino al 3 novembre, la mostra alla galleria comunale gestita dall'associazione Cento Lumi in via di Borgo celebra la visione di Maya della bellezza e del paesaggio di Barga, al fianco di scorci cari della “sua” New York.
“Ukiyo-e. Our floating, fleeting world”, ossia “Ukiyo-e. Il nostro mondo galleggiante, in fuga” è il titolo dell'esposizione nata guardando le stampe artistiche giapponesi (da lei sempre amate) del genere “ukiyo-e”: termine che significa “immagine del mondo fluttuante”. Nello studio nel centro di Barga dell'artista Swietlan Kraczyna, Maya, torna a lavorare nei suoi soggiorni barghigiani perché è qua e con lui che ha affinato dal 2004 le sue tecniche artistiche già suggellate dal Bachelor of Art al Dartmouth College, poi a New York all'Art Students League. Il maestro Kraczyna l'aveva incontrato a un corso d'incisioni a colori che tenne in Repubblica Ceca: alle lezioni c'era anche l'artista barghigiana Candida Abbondio ed è così che, dai racconti di entrambi, la Hardin ha conosciuto Barga decidendo di raggiungerla l'estate dopo per un altro corso di Kracyna. Un incontro fatale che ha portato Maya a interrompere d'estate la sua quotidianità, lasciare la sua casa di Brooklyn e partire per Barga. Barga e New York sono due luoghi del suo cuore, ma contrastanti. «Le stampe newyorchesi - racconta - non hanno molti colori perché è una città con luci artificiali mentre, quelle di Barga si animano di colori naturali, puliti; più di tutto mi attrae il verde con le sue sfumature; per me è importante venire qua e catturare, in maniera intima, quello che vedo». Tra i suoi soggetti preferiti il duomo di San Cristoforo, edificio che svetta la Barga di Maya che, ai suoi amici di New York racconta spesso. «Alcuni l'hanno vista insieme a me - prosegue - e anche quelli che non ci sono mai stati, molti di cui attori, hanno voluto una mia stampa di Barga da appendere in casa».
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