Il Tirreno

Lucca

Lucchese Addio alla Coppa Italia. Adesso il futuro è un’incognita

di Luca Tronchetti
La gioia del centrale del Padova Faedo dopo la prima rete
◗
La gioia del centrale del Padova Faedo dopo la prima rete

Cocente delusione per i 500 arrivati a Padova: contestati squadra e dirigenza

2 MINUTI DI LETTURA





PADOVA. E ora? L’eliminazione dalla finale della Coppa Italia è la goccia che fa traboccare il vaso della delusione. I 500 encomiabili tifosi giunti all’Euganeo per sognare un’impresa accarezza per 34 anni tornano a casa arrabbiati e che hanno contestato squadra e dirigenza. Questo ko con le seconde linee biancoscudate – decisamente più forti della maggioranza dei titolari rossoneri – certifica il fallimento della stagione. Ora la foglia di fico del trofeo sognato dal presidente Bulgarella è caduta dall’albero e rimangono le macerie.

C’è solo la salvezza

Perché i playoff, pur alla portata, restano una chimera e in virtù di una pochezza offensiva certificata anche in terra veneta meglio che la Lucchese si guardi alle spalle evitando il baratro dei playout. Cosa fare adesso? Arrivare prima possibile a quota 42, resettare e ripartire nella prossima stagione evitando di ripetere gli errori di valutazione, inesperienza e – almeno originariamente – un pizzico di supponenza (il quinto posto...).

La partita

Per il Padova – che il trofeo l’ha vinto due anni fa – in campo tre titolari (Delli Carri, Dezi e Faedo), per la Lucchese il solito 3-4-3 che diventa un 4-2-3-1 in fase di non possesso. Mezz’ora di nulla e poi su un corner difesa a presepe, Delli Carri (figlio dell’ex rossonero Daniele) colpisce di testa la traversa, la palla rimbalza in campo e Faedo in tap infila un non irreprensibile Coletta che si riscatterà nella ripresa.

Il gol questo sconosciuto

É giusto perdere quando fallisce tre-quattro colossali occasioni. La prima, quattro minuti dopo il vantaggio biancoscudato, con Quirini che sul filo del fuorigioco si fa ipnotizzare da Zanellati. La seconda, sempre ad opera del terzino lucchese, dopo 25’ nella ripresa con il Padova che stava dominando e aveva sprecato con Cretella e Capelli due palle gol. Anche in questo caso il solito Quirini, pescato al bacio dall’unica cosa buona fatta da Rizzo Pinna durante il match, a tu per tu con il portiere locale non trova di meglio che tirargli addosso consentendo la deviazione in corner. Il secondo gol del Padova, sempre sugli sviluppi di un angolo a opera del neo entrato Vargas (aveva già fatto male alla Lucchese ai tempi della Pergolettese) nonostante tutto non chiude la partita. Perché la Lucchese potrebbe andare almeno ai supplementari. Ma prima Russo e poi Djibril si divorano altre due occasioni. E allora è giusto così: in finale ci va il Padova.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera