Il Tirreno

Lucca

Lucchese semifinalista di Coppa Avellino ko nei supplementari

di Luca Tronchetti
Lucchese semifinalista di Coppa Avellino ko nei supplementari

Prestazione sontuosa dei ragazzi di Gorgone e gol partita di Yeboah

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AVELLINO. Strabiliante e straripante la Lucchese di Coppa Italia che doma sul suo terreno un Avellino lanciatissimo in campionato grazie a una prestazione stratosferica di un gruppo che ora punta decisamente alla conquista del trofeo che manca dalla bacheca rossonera dal 1990. Peccato che soltanto in Coppa Italia questa squadra ritrovi la sua vera identità giocando un calcio offensivo e propositivo capace di soffrire, ma anche di colpire nel momento giusto. Gucher piazzato al centro della difesa, in grado di calamitare decine di palloni e di far salire la squadra, è stata una delle tante scelte intelligenti di mister Gorgone, spesso ingiustamente criticato, perché ha dato equilibrio e solidità. I cambi poi sono stati perfetti. E quando Magnaghi, in crescita esponenziale, e Rizzo Pinna, ormai imprescindibile, sono entrati in campo si è avuta subito la netta sensazione che i rossoneri potessero passare il turno e approdare in semifinale dove incontreranno una tra Padova, Rimini e il Catania di Cristiano Lucarelli che ha battuto il Pescara orfano di Zeman finito in ospedale. Ma un plauso speciale va al “vecchio” Coletta – protagonista di almeno due grandi interventi sul figlio d’arte Dell’Oglio (il babbo ha giocato in A nella Fiorentina e nell’Ascoli) e su Falbo – e al giovane e ancora grezzo Yeboah autore del gol partita al 7’ del primo tempo supplementare e più lesto dei difensori irpini a riprendere la sfera dopo il palo, con deviazione del portiere Pane su conclusione dal limite di Magnaghi, e depositarla in fondo alla rete.

Supplementari magici

Per la terza volta i rossoneri vincono ai supplementari. Era accaduto nei turni precedenti e si è ripetuto in un campo tradizionalmente ostico come il Partenio-Lombardi dove la Lucchese non giocava da 32 anni al tempo della B. Un segnale evidente che questa squadra – almeno in versione Coppa Italia (manifestazione a cui la società ha sempre tenuto in modo particolare) – è dura da battere e si esalta in modo particolare contro formazioni ritenute superiori. La Lucchese affronta il match palesando sin dalle prime battute grande coraggio e pressando alto con gli esterni e le punte disposte a un grande sacrificio. Mezz’ora di pressione lucida e ragionata con lampi di Tumbarello e dell’ex Guadagni che mettono i brividi dalle parti di Pane. Nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione sale in cattedra l’Avellino con Coletta che si fa trovare pronto aiutato al 40’ dalla traversa.

Il morso del cobra

Nella ripresa – al di là di una conclusione di Marconi che non spaventa Coletta – la Lucchese pare più convinta e decisa rispetto ai padroni di casa e l’ingresso di Magnaghi sposta la bilancia dalla parte dei rossoneri. Mette pressione e apprensione alla retroguardia e come, un cobra, è pronto a iniettare veleno agli avversari. Va al tiro due volte: la prima non inquadra la porta, la seconda nei supplementari coglie il palo piegando le mani del portiere e consentendo a Yeboah di infilare in rete indisturbato. La partita finisce lì. La gioia è tutta dei tifosi che hanno seguito la squadra in Campania.


 

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