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Lucchese Il patron vota Gorgone. «L’ho scelto e ne vado orgoglioso»

di Luca Tronchetti
L'allenatore rossonero Giorgio Gorgone
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L'allenatore rossonero Giorgio Gorgone

Bulgarella difende il tecnico e cita i cinque ko di fila di Allegri a Cagliari

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LUCCA. Gorgone non si tocca. Stavolta a intervenire mettendo la parola fine a una ridda di voci che si rincorrevano dopo il ko interno con il Pontedera – che aveva fatto seguito alla brutta sconfitta di Rimini e alla sfortunata debaclé al Porta Elisa contro il Pescara di Zeman – è l’ingegner Andrea Bulgarella. Il presidente della Lucchese conferma la piena e totale fiducia nei confronti dell’allenatore: «L’ho scelto io e non solo non sono pentito, ma sono orgoglioso di lui come tecnico, ma soprattutto come uomo serio, onesto, perbene e gran lavoratore. Non so uso rilasciare interviste, ma stavolta mi è sembrato doveroso chiarire che il progetto della Lucchese parte con Gorgone e va avanti con lui e con questa squadra formata da elementi che abbiamo confermato dall’anno scorso e da ragazzi di belle speranze che hanno bisogno di fiducia per avere consapevolezza delle loro capacità».

Presidente, dopo un avvio scoppiettante perché la locomotiva rossonera si è fermata?

«Una situazione simile mi è capitata altre volte quando ero presidente del Trapani. I momenti di difficoltà nel calcio come nella vita sono fisiologici. Analizzando le ultime partite dobbiamo sottolineare anche un pizzico di malasorte che ci ha perseguitato sia contro il Pescara quando siamo rimasti in dieci perdendo il perno della difesa, sia contro il Pontedera quando sull’1-1 abbiamo avuto almeno due palle gol per tornare in vantaggio. É un momento che ci gira così, ma sono certo che si tratta di un acquazzone passeggero. Il confronto con il mister? Ci sentiamo spesso, magari 24 ore dopo la partita, per confrontarci. Abbiamo lo stesso modo di pensare: quando perdiamo siamo sempre amareggiati. Lui è profondamente onesto nell’analizzare a bocce ferme la partita e si assume le responsabilità di certi errori senza gettare la croce addosso ad altri. Mi piace il suo spirito, in cui mi ritrovo, di cercare sempre i tre punti. Nel calcio moderno il pareggio è una mezza sconfitta: dobbiamo crederci sino all’ultimo secondo e spingere sempre verso la vittoria. É chiaro che in questo modo corriamo rischi maggiori sulle ripartenze. Ma va messo nel conto. Alla squadra chiedo di essere più cinica e cattiva specie in attacco finalizzando le tante occasioni che creiamo».

Presidente, sarà a Olbia per essere più vicino alla squadra in questo momento delicato?

«Mi sto organizzando perché vorrei essere fisicamente vicino al mister e ai ragazzi. Dipenderà dall’orario dei voli e dagli impegni già assunti. Spero davvero di farcela».

Possiamo dire che Gorgone è saldamente in sella e, parafrasando Eduardo De Filippo, “le voci di dentro” che parlano di altri tecnici (Occhiuzzi) sono prive di fondamento?

«Assolutamente sì. E sa che le dico? Beppe, un amico di Pisa che adesso simpatizza per la Lucchese, mi ha mandato un simpatico messaggio in cui mi invita a tener duro e mi ricorda quello che accadde a Max Allegri quando allenava il Cagliari. Era al debutto su una panchina di serie A e perse cinque partite di fila prima di ottenere un punto. Ma la società gli diede fiducia e il tecnico livornese poi ha fatto due finali di Champions e ha vinto scudetti alMilan e alla Juventus diventando uno dei più bravi allenatori italiani. Intravedo delle analogie con il nostro Gorgone. Quindi piena fiducia a lui e ai nostri calciatori».

 

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