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Delli Carri-Russo, gli amici contro: «Una famiglia la nostra Lucchese»

di Michele Masotti
A sinistra Daniele Delli Carri ds Pescara e a destra Bruno Russo responsabile del vivaio rossonero
A sinistra Daniele Delli Carri ds Pescara e a destra Bruno Russo responsabile del vivaio rossonero

I ricordi del ds del Pescara e del responsabile del settore giovanile rossonero

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LUCCA. Per Daniele Delli Carri, attuale direttore sportivo del Pescara, la Lucchese ha rappresentato una tappa importante nella sua carriera di arcigno difensore centrale che, tra la seconda metà degli anni ’90 e i primi anni duemila, lo ha visto militare in Serie A con Genoa, Piacenza, Torino e Siena. Il trampolino di lancio per raggiungere quei palcoscenici furono le due stagioni, tra il 1991 e il 1993, in cadetteria con la maglia rossonera condite da 49 presenze. L'allora stopper foggiano era uno dei giovani di belle speranze, mandato a farsi le ossa in provincia dalla società granata, in una formazione ricca di elementi esperti. Tra i primi a prenderlo sotto la sua ala protettiva, come del resto faceva con tutti i neoacquisti, fu Bruno Russo, oggi responsabile del settore giovanile della Lucchese. «All’epoca i grandi club di serie A mandavano volentieri i loro migliori prospetti a Lucca- ricorda Russo- Tra questi c’era Daniele, un ragazzo eccezionale che s’ inserì bene in un gruppo collaudato. Sono stato tra i primi a fargli apprezzare la città. In campo Delli Carri era il classico marcatore vecchio stampo, molto strutturato fisicamente che aveva pochi rivali nel gioco aereo». Come tutti i giovani alle prime armi, specialmente agli inizi, non sono mancati i momenti di difficoltà al cospetto di attaccanti affermati. «Qualche volta gli succedeva di perdere il proprio avversario. Noi lo prendevamo in giro dicendo a Daniele che era andato a mangiarsi un gelato. Battute a parte, Delli Carri è stato protagonista di un'ottima carriera con quasi 150 presenze in Serie A. Anche come ds sta dimostrando di essere uno dei migliori della categoria». In questo ruolo, sempre a Pescara con Zeman in panchina, Delli Carri vinse la Serie B nel 2011-12, con una formazione guidata in campo da Verratti, Immobile e Insigne. «É cambiata la serie, ma il Pescara proverà in tutti i modi a salire di categoria- afferma il ds biancoazzurro- Domani ci attenderà una partita difficile contro una squadra ben allenata da Gorgone, bravo a trasmettere la propria mentalità ai suoi ragazzi. Sarà sicuramente un bellissimo match». Sulla sua esperienza da calciatore all'ombra delle Mura, il 52enne dirigente rammenta con piacere quegli anni. «Ho giocato per una grande società con Maestrelli come presidente e Vitale ds- chiosa - Essere allenato da Lippi, Orrico e Scoglio (che lo portò al Genoa ndr) mi ha fatto crescere molto all'interno di un gruppo con tanti calciatori d'esperienza come Giusti, Paci, Donatelli, Russo e il compianto Vignini. Facevo parte della nidiata di giovani, tra cui Baraldi, Rastelli e Di Francesco, che ascoltavano i loro consigli. Quella squadra era una famiglia: con tanti di loro sono rimasto in contatto».

Domenica prima del calcio d’inizio, fissato alle 18,30, la Croce Verde donerà allo stadio Porta Elisa un Dae (defibrillatore automatico esterno) in memoria di Amedeo “Meo” Puccetti, grande tifoso dei colori rossoneri. Un dispositivo donato dalla famiglia Puccetti alla Croce Verde. «Ringrazio i familiari di Amedeo per questo gesto così importante- dice l'ad Ray Lo Faso-Così come la Croce Verde per aver individuato il nostro stadio come luogo per installare il Dae. Tutti sappiamo quanto possa essere decisivo questo strumento di primo soccorso, che può salvare la vita delle persone».


 

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