Frara il laureato del pallone vuol crescere con la Lucchese
Organizzazione, studio e disciplina i suoi principi guida
LUCCA. Per Alessandro Frara, origini piemontesi, neo direttore sportivo della Lucchese la vita è stata sempre una questione di organizzazione. Nato il 7 novembre 1982 – 22 giorni dopo la sfida al Porta Elisa tra la sua squadre attuale e l’Asti Tsc dove all’epoca giocava babbo Gianni anche lui centrocampista dai piedi educati con una dozzina di stagioni nei professionisti (il match terminò 1-0 per i rossoneri) – Frara ha saputo conciliare con profitto lo studio (si è laureato in Scienze politiche e nel 2021 è stato promosso a pieni voti al corso per ds a Coverciano) e il calcio (188 presenze e 18 reti nel Frosinone con due promozioni in A e una in B e oltre 400 partite in carriera con Bologna, Ternana, Spezia, Rimini e Varese). A 39 anni si nota ancora l’aria da bravo ragazzo e la grinta, l’impegno e il sacrificio che ha messo mentre giocava e tutt’ora mette nel mondo del calcio. Educato, colto, forbito nell’eloquio, Alessandro Frara – dopo i primi passi nel Pozzo Strada – venne preso nel settore giovanile della Juventus nonostante il padre Gianni veneto di San Donà fosse cresciuto nel settore giovanile del Torino (ma tifoso dell’Inter) per poi girovagare in serie C (Cosenza, Ravenna, Anconitana, Modena, Novara, Asti Tsc e Vogherese). La scelta della Juventus – visto che lo aveva cercato il Toro – fu dettata per non avere problemi scolastici. Alessandro frequentava con profitto il liceo e gli allenamenti delle giovanili della Vecchia Signora si svolgevano alle 17,30 mentre quelli dei granata alle 14 e non gli consentivano di fare i compiti. Con la Juventus è arrivato a debuttare al Celtic Park nella sconfitta per 3-4 in Champions League contro i biancoverdi scozzesi e a giocare in Coppa Italia contro l’Atalanta. Il debutto in A con il Bologna (14 settembre 2002) era il preludio a una carriera importante. Ma dopo le esperienza con Ternana e Spezia in B è stato capace di rialzarsi alle avversità del destino: prima un grave infortunio a Rimini rischia di compromettere la carriera, poi la scelta di scendere in Lega Pro con il Frosinone e l’improvvisa scomparsa del padre il 10 febbraio 2014 all’età di 58 anni mentre si trovava in un albergo in Sicilia. Ma Frara si dimostra più forte delle avversità e il 7 giugno 2014 un suo gol contro il Lecce nella finale playoff porta per la prima volta i gialloblù della Ciociaria in B e lui dedica la vittoria a quel padre che lo aveva seguito nella prima parte della carriera. Una forza di volontà e un carattere che lo fa tornare in A 12 anni dopo il suo debutto. Il resto è storia recente.
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