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Lucchese, si riparte da basi solide per costruire la squadra del futuro
Patron Bulgarella può contare su una decina di giocatori di spessore
LUCCA. Come nell’annata 2021-2022 la stagione della Lucchese, capace di bissare l’ottavo posto, si è interrotta al primo turno playoff con tanto rammarico per la rete subita al 95’ dallo stopper marchigiano Mondonico. Un traguardo che, alla luce delle mille vicissitudini societarie occorse nello scorso luglio (vedi la naufragata trattativa con la famiglia Scali), 10 mesi fa era tutt’altro che scontato. Gli indicatori statistici, poi, segnalano quasi esclusivamente aspetti positivi. Rispetto alla precedente stagione i rossoneri hanno conquistato un punto in più (51 contro 50 della banda Pagliuca), subito sette gol in meno (32 vs 39) con l’unico neo rappresentato da una fase offensiva meno efficace (36 reti all’attivo a dispetto delle 39 del passato torneo). Permettiamo di aggiungere, sebbene fossero state costruite due formazioni differenti, una gestione maggiormente matura nella sfide a eliminazione diretta come dimostrato al "Del Conero" di Ancona. In attesa di capire quali saranno le decisioni tecniche della nuova proprietà, la Lucchese può contare su una base preziosa di una decina di giocatori, alcuni di questi di proprietà del club, dai quali ripartire. Roma non è stata fatta in giorno, così come nel calcio raramente gli “instant team” (squadra rivoluzionata pronta subito per vincere) fanno centro al primo tentativo. Lo sa bene Daniele Deoma, da profondo frequentatore da 30 anni della C prima come difensore poi nelle vesti di dirigente, che in questi quattro anni ha restituito, assieme agli altri dirigenti con i quali ha intrapreso questa avventura nell’estate 2019, credibilità nel panorama italiano alla Lucchese. «Il verdetto di Ancona, per quanto abbiamo dimostrato in campo, è ingiusto.
I ragazzi, seguendo le precise istruzioni di Maraia, hanno disputato un gran match, concedendo poco all’Ancona e mantenendo sempre l’iniziativa. Purtroppo poi è arrivato quel lancio della disperazione che, vuoi per la concitazione di quei minuti o per un errore di comunicazione, è stato per noi fatale. I nostri giocatori nello spogliatoio erano distrutti, ma sono orgoglioso di quanto hanno fatto in questi mesi. Prima che degli ottimi giocatori, sono contento di aver formato un gruppo di grandi uomini». Quattro campionati nei quali il direttore sportivo ha conseguito una promozione dalla D alla C, una retrocessione (poi sanata dal ripescaggio) e due qualificazioni ai playoff di C. Alla competenza, portano la sua firma le remunerative operazioni Bellich e Shaka Mawuli, il dirigente ha abbinato una grande forza d'animo, fondamentale per ripartire nei momenti più difficili. Sulla stagione andata agli archivi, per Deoma il bilancio ha assunto connotati positivi. «Per quello che c'eravamo prefissati, siamo soddisfatti. Abbiamo centrato gli obiettivi stabiliti: migliorare la scorsa stagione, valorizzare i nostri giovani e creare una squadra competitiva con un budget non tra i più alti della C. Allestire una rosa in soli 25 giorni, dopo aver perso quanto seminato a giugno, è stato difficile. Siamo riusciti, comunque, a portare a Lucca sia giovani interessanti come Bruzzaniti, Rizzo Pinna e Alagna che elementi esperti quali Tiritiello, De Maria, Fabbrini e Panico. Sono un patrimonio tecnico importante. Un plauso voglio farlo a Maraia, persona perbene e tecnico preparato. Così come ci tengo a ringraziare i nostri tifosi, al nostro fianco in ogni trasferta».
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