Gioco
Geraci, preparatore globetrotter si è fermato al GhiviBorgo lanciando i portieri del futuro
GHIVIZZANO. Il mago dei portieri della serie D ha un volto e un nome: Alfredo Geraci, 59 anni, di Lastra a Signa, ma pistoiese (o montecatinese) d’adozione. Vulcanico, istrionico, ma motivatore assoluto per i giovani numeri Uno. Della sua carriera di calciatore – spesa quasi interamente sui campi della Toscana – non vuol parlare. Il ricordo della Primavera del Napoli, dove arrivò dal settore giovanile della Pistoiese una sorta di mediatore, fa ancora male. Una panchina in A con Vinicio allenatore e due campionati Primavera con Mariolino Corso in panchina e i vari Caffarelli, Raimondo e Vincenzo Marino, Celestini, Amodio e Iacobelli (diventati tutti professionisti in A e B). Poi il ritorno all’Empoli e da lì nei dilettanti. A 32 anni lo stop con i guantoni attaccati al chiodo, ma la voglia di trasmettere la passione per il calcio e per il ruolo di portiere che diventa ancora più forte e irresistibile.
Da tre anni, Alfredo Geraci, allena i portieri del GhiviBorgo: tutti ragazzi dai 17 ai 19 anni. Li sceglie lui, li allena, li valorizza e li affida ai tecnici della prima squadra: da Abbrandini a Nucci, da Antonini Marrique a Becchi. «Sono tutti ragazzi che sino all’anno prima non giocavano nemmeno nella Primavera. Oggi Abbrandini è stato alla Samb e al Carpi, Nucci lo ha tesserato il Fiorenzuola in C e dopo l’esperienza a Prato si sta facendo le ossa nel S. Angelo Lodigiano pronto la prossima stagione a debuttare nei professionisti. Quest’anno Antonini Marrique sta facendo cose strabilianti. Ha grandi potenzialità e tanta fame e voglia di arrivare pur essendo soltanto un 2004. E per la prossima stagione sto lavorando su Becchi, altro 2004 arrivato a gennaio e che sarà una colonna del GhiviBorgo del futuro. Con i portieri bisogna lavorare prima di tutto a livello psicologico, poi sul piano dell’intensità della preparazione. Devo essere capace di trasmettere qualcosa al mio allievo. Quest’anno con mister Maccarone l’intesa è perfetta. Lui ha una fiducia smisurata nei miei confronti. Si affida totalmente a me per la cura dei numeri 1. Con me i portieri lavorano tanto anche con i piedi: devono saper impostare l’azione dal basso. Io ci ho sempre creduto anche quando non era di moda». Geraci non è un tipo qualunque. Ha lanciato portieri che hanno giocato in A o B come Morello (Pisa), Puggioni (Empoli e Samp), Turati (Sassuolo ora Frosinone e che ha avuto a Pavia), Facchin (Como), Generoso Rossi (Bari). E ha lavorato in numerosi club professionistici (Palermo con il maestro Massimo Morgia, Isernia, Cavese, Pisa, Sorrento, Pavia, Ascoli) e anche all’estero (nella Repubblica Ceca con Favarin e al Chiasso in Svizzero con mister Abascal). La domanda sorge spontanea: perché la scelta del GhiviBorgo: «Volevo avvicinarmi a casa e stare in un ambiente sano e familiare. Il guadagno è modesto, ma si respira aria pulita. Poi, finita la stagione, posso organizzare il mio camp per portieri (Asd Geraci Soccer training 25 giugno-1 luglio, 9 luglio-25 luglio) con la partecipazione di Maccarone per i giocatori i movimenti. Il GhiviBorgo? Ora ci possiamo divertire. I playoff non sono una chimera».
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