Il presidio
Lucchese, un tempo non basta. L’Ancona la ribalta nella ripresa
Un lampo di Semprini dopo tanta noia provoca il rigore che Bianchimano realizza. Nella seconda parte i rossoneri restano a guardare il dominio assoluto dei dorici
LUCCA. Dopo un filotto di sei risultati utili consecutivi con 14 punti messi in cascina il bunker della Lucchese cede di schianto e subisce due gol com’era accaduto all’esordio del torneo al Mapei contro la Reggiana. Stavolta però, contrariamente a quanto si era verificato in casa granata, i rossoneri passano in vantaggio su un rigore conquistato da Semprini – che contro l’Ancona trova sempre spunti interessanti – e realizzato dallo specialista Bianchimano che firma il quarto sigillo della sua stagione all’ombra delle Mura. Per carità, sino a quel momento di calcio se n’era visto ben poco. E per una buona mezz’ora più che una partita di pallone ci era sembrato, visti i continui retropassaggi con stucchevole giropalla, un allenamento del rugby. Poi il lampo nel buio con il fallo di Bianconi sul lanciato Semprini e il conseguente scontato penalty. Al duplice fischio gli oltre cento tifosi arrivati al Del Conero già pregustavano un’impresa che mancava da 25 anni quando la Lucchese frequentava la B e il numero 9 si chiamava Roberto Paci.
Metamorfosi kafkiana
Ma nella ripresa ecco la metamorfosi che non t’aspetti. La squadra lascia lo spirito guerriero negli spogliatoi e i riflettori sono solo per i dorici che creano palle gol come se piovesse e realizzano dopo meno di 13 minuti la rete del pari con uno splendido cross in area dalla sinistra di Martina (dov’era Maddaloni) concluso dall’inserimento di testa del mediano Simonetti che lascia sul posto Visconti e infila alla destra di Cucchietti. Pensi che Tiritiello e compagni, dopo la sfuriata biancorossa, si riorganizzino e non consentano ai padroni di casa di fare il bello e il cattivo tempo. E invece – eccezion fatta per una conclusione da 20 metri del volenteroso maratoneta Bruzzaniti che il portiere devia sui piedi dello “sciagurato” Semprini capace di spedire sopra la traversa un’occasione irripetibile – sono i ragazzi di Colavitto a creare gioco con sovrapposizioni, percussioni, precisi traversoni dalle corsie laterali dove Mezzoni e Martina paiono incontenibili. Così dopo un palo pieno colpito a Moretti e una punizione di Di Massimo che Cucchietti respinge in angolo arriva puntuale come una cambiale il gol del sorpasso che premia il carattere dell’Ancona e condanna la spaesata Lucchese. E il solito Di Massimo che su calcio da fermo pesca in area il bomber Spagnoli che in tuffo anticipa capitan Tiritiello e beffa l’incolpevole Cucchietti. E lo stadio marchigiano rimane tabù.
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