La protesta
Ficagna guida la difesa: «GhiviBorgo club ideale»
LUCCA. Calcio, cocktail, pesca e tatuaggi. Daniele Ficagna, 41 anni, ex allenatore della Berretti della Carrarese, una vita trascorsa sui campi di A e B con qualche infortunio muscolare di troppo che lo ha costretto a 36 anni ad attaccare le scarpette al chiodo nei dilettanti della Fezzanese, è l’alter ego di Massimo Maccarone, il tecnico del GhiviBorgo. Il loro è un rapporto quasi simbiotico: tre anni insieme nel Siena in serie A (2007-2011)e uno nell’Empoli in serie B (2011-12), stesse idee di calcio (4-3-3) e stesso campione da idolatrare (Diego Armando Maradona). Il vice allenatore del GhiviBorgo, alla sua prima esperienza in panchina in una squadra di D, è soddisfatto: «Ci siamo convinti quando abbiamo visto l’impianto sportivo. Un gioiellino per la categoria. E poi l’ambiente familiare è l’ideale».
Squadra imbattuta Alla vigilia del campionato nessuno avrebbe scommesso un euro che il GhiviBorgo sarebbe rimasto imbattuto per 540 minuti: «Abbiamo un unico rammarico: non aver vinto almeno un paio di partite che avevamo in pugno e ci avrebbero dato una classifica diversa rispetto all’attuale. Comunque c’è da essere soddisfatti perché questo è un gruppo sano: lavorare con questi ragazzi è un piacere: hanno il giusto atteggiamento».
Big Mac in panchina «Sono rimasto stupito da come è entrato subito nel ruolo di allenatore. La sua calma olimpica in panchina e il suo equilibrio nello spogliatoio mi hanno colpito. É umile, ma non lascia passare nulla e fa sentire tutti uguali: titolari e riserve. Per questo in campo i ragazzi sono pronti a dare l’anima. Il mister si mette a disposizione anche con noi dello staff. Durante le riunioni tecniche ci ascolta ed è pronto a cambiare idea se i nostri ragionamenti su una marcatura o uno schema di gioco gli risultano convincenti. In carriera ho conosciuto tanti allenatori, ma pochi sono leali e corretti come Massimo. Noi ci capiamo al volo: io curo la parte difensiva e il non possesso palla. Avere carta bianca dalla società è poi uno stimolo ulteriore».
L’Arezzo e il futuro Domenica arriva l’Arezzo capolista con sei vittorie su sei e ai colchoneros della Valle mancherà ancora Pera: «Rispetto per la favorita, ma per noi non cambia nulla. Sappiamo che per far risultato dobbiamo affrontare la gara con attenzione: pressing alto e possesso palla per 90 minuti»
Calcio e dintorni Il pallone è il centro della sua vita: Mio babbo era il portiere del Piombino in D negli anni Settanta. Ma io sono cresciuto a Carrara. Vivaio della Carrarese, poi all’Oratorio Don Bosco Carrara, infine un anno a Parma e due alla Massese diviso tra Allievi e Berretti prima di arrivare allo Spezia, dove ho debuttato in C2, e alla Fiorentina Primavera. Fuori dal calcio gestisco un locale a Marina di Carrara (il Drop, specialità cocktail), sono appassionato di pesca e ho frequentato un corso di tatuatore. Ma dopo aver preso il patentino Uefa B il mio obiettivo è rimanere nel calcio ».
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