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Mancini, il Sergio Ramos del Tau pronto al debutto nella A dei dilettanti

Luca Tronchetti
Mancini, il Sergio Ramos del Tau pronto al debutto nella A dei dilettanti

Il capitano, laureato in economia aziendale, scommette sulla società neroamaranto

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LUCCA. Ha compiuto da poco più di un mese 28 anni e si appresta domenica alle 14,30 a fare il suo debutto nella A dei dilettanti. Leonardo Mancini, da Santa Croce sull’Arno, una laurea magistrale in economia aziendale e un lavoro sicuro nella pelletteria di famiglia, da tre anni ha sposato la causa dei neroamaranto del Tau Calcio Altopascio. Debutto a 17 anni in C1 con il Viareggio guidato da Beppe Scienza nell’ultima di campionato a Taranto, altri 18 mesi e una presenza con i bianconeri della Versilia per poi finire in prestito (gennaio 2014) al Prato, sempre in Lega Pro, diretto da Ciccio Esposito. «Mi sono trovato a un bivio – racconta il difensore centrale – A 20 anni il mio cartellino venne rilevato dal Tuttocuoio allenato da un maestro di calcio come Max Alvini. Disputai otto presenze in C1, ma l’anno dopo con l’avvento di Lucarelli trovai spazio solo in Coppa. Quando non sei più una quota non è facile trovare spazio tra i professionisti e così ho trascorso quattro stagioni in Eccellenza (dal 2016 al 2020) con la Cuoiopelli, vicino casa concentrandomi sullo studio e su lavoro». Poi l’incontro che ti cambia la vita: il Tau calcio e mister Cristiani anche lui santacrocese: «Mi si è aperto un mondo. Ho trovato una società serie e professionale come poche. Un club attrezzato che ha tutte le potenzialità per far bene anche in serie D. Rispettiamo tutti, ma non temiamo nessuno. Il Tau Calcio, pur mantenendosi umile, non si pone limiti e portare la fascia di capitano in una squadra come questa è un piacere e un onore che mi riempie d’orgoglio». Parole al miele anche per mister Pietro Cristiani: «Ho avuto il privilegio di essere allenato da Massimiliano Alvini che oggi guida la Cremonese e debbo dire che ci sono analogie tra il nostro allenatore e il trainer fucecchiese. Entrambi credono molto nel lavoro sul campo e studiano molto il modo di giocare della squadra e degli avversari. Sono due entusiasti con la giusta ambizione. Auguro al nostro mister di fare lo stesso percorso di Alvini».

Per Mancini che s’ispira a Sergio Ramos, ex capitano della Spagna campione del Mondo e perno difensivo del Paris Saint Germain, quella con il Trestina sarà la partita del debutto in serie D: «Io e Anzilotti non eravamo in campo al Malservisi contro il FollonicaGavorrano e domenica con gli umbri sarà la mia prima nella A dei dilettanti. La sconfitta in terra maremmana è già stata analizzata e digerita: «L’esordio in un campo difficile contro una compagine attrezzata ha sicuramente influito sulla prestazione. Ma stiamo aggiustando il tiro e sono certo che domenica sapremo farci valere. Ho la fortuna di giocare con compagni forti e molto disponibili. Il mister ci ha mostrato come gioca il Trestina e siamo concentrati nel modo giusto. Vogliamo regalare le prime soddisfazioni ai dirigenti e ai tifosi». Mancini, fidanzato da diversi anni, oltre al calcio e al lavoro nell’azienda di famiglia segue molto il tennis: «Sono un grande tifoso di Sinner, ma in generale mi piace seguire in tv uno sport che quando posso, specie d’estate, pratico molto volentieri».
 

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