Per l’Olbia un gioco da Ragatzu Lucchese ko dopo otto giornate
Gran possesso palla dei rossoneri nella prima frazione, ma poca incisività in zona tiro. Nella ripresa dominio dei sardi
OLBIA. Cade la Lucchese che esce dalla zona playoff, sale l’Olbia che, con la vittoria sui rossoneri che mancava da 45 anni, si colloca all’ottavo posto della classifica e aspira, legittimamente, a un posto nella griglia degli spareggi promozione. Cinque punti conquistati nelle ultime sei partite sono obiettivamente pochini, ma sarebbe un grave errore gettare il bambino con l’acqua sporca. Questa Lucchese, durante tutto il girone d’andata, ha speso tantissime energie dovute al gioco spumeggiante ma dispendioso messo in atto di mister Pagliuca, ed è normale avere cali di tensione nell’arco di 38 partite di campionato. Si legge anche in quest’ottica il parziale turnover concesso dal tecnico a Bellich, Belloni (che tuttavia non era al meglio per problemi di natura fisica) e Fedato, tenuto in panchina ed entrato nella ripresa senza combinare granchè. Se poi andiamo ad analizzare la partita notiamo che nella prima frazione il pallino del gioco è stato costantemente in mano ai rossoneri che, tuttavia, ha creato soltanto tre palle gol (Corsinelli punizione, Nanni su uno svarione difensivo e Semprini con palla sull’esterno della rete) e nemmeno troppo nitide senza però rischiare nulla con capitan Coletta praticamente inoperoso. Ecco, se dobbiamo trovare una nota stonata nei primi 45’ questa riguarda la fase offensiva: Nanni non si è mai visto, eccezion fatta per il gentile regalo della giovane retroguadia dei bianchi di Gallura (67 anni in tre), di cui non ha approfittato mentre Semprini, al di là di una conclusione, si è praticamente eclissato. Nemmeno l’ingresso di Ubaldi è parso risolutivo, ma nell’ultima settimana di mercato la dirigenza rossonera potrebbe avere in serbo l’ultima importante cartuccia per far arrivare una punta di sostanza in grado di finalizzare la mole di gioco prodotta.
Se nel primo tempo i rossoneri avevano convinto sul piano della personalità e del fraseggio con Minala a francobollare il fantasista Biancu, senza però incidere sulla qualità e la velocità della manovra, nella ripresa la musica cambia totalmente. Lo spartiacque del match è la giocata, tutta di prima, che coinvolge le tre stelle del firmamento gallurese: lancio del centravanti Udoh, grande stazza e protezione della sfera, velo del trequartista dai piedi buoni Biancu e palla che sfila verso il bomber Ragatzu che gira di prima al volo e infila l’angolo più lontano da Coletta che si allunga, ma non può arrivarci. Per il tamburino sardo è il settimo sigillo stagionale (anche in questa annata, infortuni permettendo, andrà in doppia cifra) e la terza rete (la prima al Bruno Nespoli) che mette a segno contro la Lucchese. Una vera iattura. Da quel momento la partita svolta. E i padroni di casa salgono in cattedra sciorinando un gioco piacevole grazie a rapide ripartenze con Coletta che, prima viene graziato da Udoh capace nell’area piccola di alzare sopra la traversa una palla destinata a gonfiare la rete, e poi ci mette una pezza sulla solita maligna conclusione del solito maligno Ragatzu. E i rossoneri? Un quarto d’ora in balia dei padroni nonostante l’ingresso di Fedato, che non incide, per Brandi. In una delle rare occasioni da gol, con palla ributtata in avanti alla «Viva il parroco», il rilancio di Corsinelli pesca Nannini sottoporta. Ma il colpo di testa del terzino viene deviato sopra la traversa dal baby Ciocci. Pagliuca a quel punto inserisce Ubaldi e soprattutto Collodel che, in 25 minuti, mostra buone geometria e tornerà utile in futuro. La Lucchese si scopre alla ricerca del pari e rischia il raddoppio con Travaglini, neutralizzato da Coletta, e con il neo entrato Chierico che dal limite colpisce l’incrocio dei pali. Finisce con il portiere rossonero in avanti a cercare gloria e gol in rovesciata rimediando un’ammonizione per gioco pericoloso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
